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Berlino “si racconta” a Bari

Hans Stimman

Hans Stimman

Bari, 29 gennaio 2016, ore 9,30. Hans Stimman e Cristoph Sattler sono già nell’aula magna della facoltà di architettura al Politecnico per la lectio magistralis  organizzata dal Dipartimento di Scienze dell’ingegneria civile e dell’architettura. Entrandovi si percepisce subito che non sarà il solito incontro accademico e un po’ astratto.
E’ un’opportunità unica incontrare, a Bari, due professionisti che hanno avuto ruoli molto importanti nella ricostruzione della città di Berlino. Un luogo forte, altamente storico. Una città che nel ‘900 ha avuto, come poche città europee, una frenetica evoluzione attraverso la ricostruzione.
Per noi italiani che viviamo in un paese ricco di patrimonio storico, l’esperienza tedesca per la ricostruzione di Berlino, dove storia, topologia, edifici antichi moderni e contemporanei si incrociano, esprime un’esperienza unica per conoscere una realtà fisica ricostruita attraverso il progetto urbanistico prima e architettonico dopo, considerandoli come essenziali linee guida per rinnovare la città, assumendo obiettivi e identità culturalmente multiple. Oggi, la scuola tedesca e la scuola italiana di architettura si incontrano a Bari per sperimentare, insieme, il modo di costruire un futuro possibile, ma con l’idea e l’unità del significato urbano dell’architettura che non si chiude nella specificità della costruzione architettonica, ma si apre all’urbanistica e allo spazio urbano.
L’importanza dell’esperienza berlinese è stata quella di riconoscere il valore dell’architettura, gli,aspetti estetici, urbani, formali, tettònici (l’arte del costruire). Berlino è una città difficile e complessa in cui la sfida ad immaginare una città tra passato e futuro è materia prima su cui confrontarsi con nuovi modi di concepire la costruzione di luoghi, edifici e spazi urbani. Berlino è un libro di pietra, sottolinea Critoph Sattler, dove, per chi volesse studiare una città, può trovare pezzi della antica città Barocca, ma anche la città del piano urbanistico di Hans Stimman e dell’architettura di Sharoun, Kollhoff, Piano, Moneo, Grassi, solo per citarne alcuni. E’ stata una città mercantile nell’ ‘800, dove le piazze e gli spazi urbani hanno tracciato una forte identità storico/urbanistica e su quella identità la città è rinata attraverso nuovi edifici, recuperando monumenti e spazi urbani vuoti, su cui è stata costruita l’architettura della città contemporanea.

Una vecchia immagine dell'area di Potsdamer Platz prima della ricostruzione (Cop. LANDESBLINDSTELLE BERLIN)

Una vecchia immagine dell’area di Potsdamer Platz prima della ricostruzione (Cop. LANDESBLINDSTELLE BERLIN)

L’attenzione è portata sulla macro area di studio intorno a Potsdamer Platz che ingloba il complesso del Kulturforum, un pezzo di città aperta alla cultura tra Berlino Est e Ovest, costituita dalla Galleria di Mies van der Rohe, dalla Filarmonica e dalla Biblioteca Nazionale di Stato di Hans Sharoun e l’area per la ricostruzione del Castello, dove anche la natura è presente in modo forte con il Tiergarten.

L’attenzione verso l’architettura e l’urbanistica tedesca è nata, ci racconta Vitangelo Ardito (che ha organizzato l’incontro barese), a seguito di un viaggio di studio per conoscere l’architettura di Theodor Fischer, Fritz Shumacher, Paul Schmitthenner, uomini costruttori, baumeister di città che hanno costituito il cardine della
tradizione tedesca nella ricostruzione. Oggi, Stimman e Sattler rappresentano per noi la continuità della tradizione ed è per tale motivo che l’esperienza tedesca degli ultimi sessanta anni è interessante, è viva, ed è utile per conoscere e cogliere l’essenza delle problematiche sulla ricostruzione della città di Berlino e delle città europee, dove il ruolo della tettònica e la costruzione dello spazio pubblico assumono una importanza particolare che l’architettura sintetizza nell’essenza dell’edificio e nella forma urbana su cui sussiste, per costruire l’identità della città futura

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