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Messina, la frana che fa discutere

«La frana verificatasi a Messina isolando 150 abitazioni è solamente l’ultima dimostrazione della fragilità del nostro Paese, con migliaia di fabbricati privati e pubblici a rischio sismico ed idrogeologico. Vanno programmati incentivi per la popolazione ed investimenti che producano il  risparmio di vite umane e sicurezza permanente, piuttosto che inefficaci interventi post-evento, molto più onerosi e spesso di dubbia efficacia». E’ duro il Consigliere Nazionale dei Geologi Fabio Tortorici, profondo conoscitore delle problematiche legate al territorio siciliano e in passato Presidente dell’Ordine dei Geologi della Sicilia.

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Il muro di contenimento crollato in seguito a una frana a Poggio dei Pini, Messina

Tortorici interviene a proposito del crollo il 16 gennaio, a seguito di una frana dopo giorni di pioggia battente, del muro di contenimento di una palazzina evacuata nel 2009 proprio a seguito di un’altra frana. Sono così rimaste isolate 150 famiglie, anche perché quella è l’unica strada di accesso al complesso Poggio dei Pini in località san Michele. «Le soluzioni per la salvaguardia del territorio si possono trovare anche in tempi di crisi, senza pesare eccessivamente sulle tasche dei cittadini – ha proseguito Tortorici –  ottimizzando innanzitutto le risorse a disposizione. Pensiamo alle ingenti somme spese per pagare le penali sul ponte di Messina, che sarebbero bastate per ristrutturare e mettere in sicurezza gli edifici di 20mila famiglie. In Sicilia ed in tutta la nazione è troppo spesso mancata la connessione tra un territorio in continua evoluzione e gli enti pubblici (Protezione Civile, Comuni, Regione ecc.); sarebbe necessario istituire la figura del geologo “condotto”, cioè di colui che studiando un’area con le sue innumerevoli complessità, registra i fenomeni in atto, i suoi cambiamenti e prevede le evoluzioni del sistema geologico-antropico. Da qui nasce il forte impegno del Consiglio Nazionale dei Geologi – continuaTortorici – a promuovere norme che rafforzino la presenza del geologo nelle pubbliche amministrazioni.

La storia di Poggio dei Pini è emblematica di come vengono a volte affrontate  situazioni a rischio dal punto di vista idrogeologico. Quella su cui il complesso sorge dai primi anni ‘90 è “una collina sabbiosa”, come la definisce l’assessore comunale all’urbanistica Sergio De Cola. Sugli iniziali 120 appartamenti del complesso pendeva un contenzioso con l’impresa costruttrice, la Edil Giuffrè di Brolo (poi fallita), e quella che curò la vendita, la Edil San Michele. Diverse perizie indicarono la “pericolante” stabilità dell’edificio  Nel ’94 una perizia richiesta dalla procura di Messina svelò le tante anomalie delle autorizzazioni concesse alla Edil Giuffrè. Ci fu anche un’inchiesta e 5 tra i titolari d’impresa, accusati di disastro colposo, furono rinviati a giudizio e poi assolti. Il complesso fu inserito nel piano di assetto idrogeologico, come zona ad alto rischio R4, alcune abitazioni furono evacuate, si accumularono nel tempo le segnalazioni delle cattive condizioni del complesso.. Fino ad arrivare alla frana di pochi giorni fa. Va sottolineato che il muro appena crollato fu oggetto di un intervento di consolidamento pagato dagli stessi condomini, intervento in seguito al quale  il Genio civile il 13 dicembre 2010 rilasciò il certificato di conformità statica.

« Questo dimostra  – conclude Tortorici – come i rilievi geologici debbano essere prima aggiornati di continuo e poi letti da amministratori e professionisti attenti,  consapevoli che non si può giocare con le vite umane».

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foto di copertina per gentile concessione del quotidiano MessinaOra.it, fotografo Francesco Algeri

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