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Sculture itineranti, il legno si racconta

Una mostra per far conoscere le diverse espressioni che la scultura lignea può assumere, per sottolineare il forte legame tra l’animo delle popolazioni alpine con il bosco e sensibilizzare al tempo stesso sull’importanza della corretta gestione del patrimonio forestale, attraverso diversi interpreti di spicco e grazie a un viaggio lungo sette mesi in importanti città del Centro–Nord Italia: la nuova edizione di Luci ed ombre del legno…una mostra che viaggia  prende il via oggi, alle 18 al Palazzo Roccabruna di Trento, nel quale rimarrà fino al 17 febbraio .

L’iniziativa, organizzata dal Centro di Documentazione del Lavoro sui boschi, taglia quest’anno il traguardo dei 10 anni: In mostra 21 opere, originali e suggestive, in un viaggio allegorico ed emozionale per conoscere in modo innovativo un territorio attraverso le suggestioni e gli odori rimasti impressi nell’opera d’arte.

Proprio per sottolineare l’importanza di ricostruire un sano legame tra il patrimonio boschivo e le diverse comunità locali, l’esposizione avrà, tra i soggetti patrocinatori, anche il PEFC, lo schema di certificazione per la gestione forestale sostenibile più diffuso al mondo: «Il modo migliore per tutelare i nostri boschi non è considerandoli dei santuari intoccabili ma diffondendo la cultura della loro corretta gestione» spiega Antonio Brunori, segretario generale del PEFC Italia. «Solo in questo modo si può assicurare loro una lunga vita, facendoli tornare ad essere al tempo stesso una preziosa risorsa economica per le persone che vivono in quei territori e un volàno di crescita per l’intero Paese».

"L'albero della vita", una delle sculture in legno in esposizione (autore Dino Damiani)

“L’albero della vita”, una delle sculture in legno in esposizione (autore Dino Damiani)

Gli autori esposti quest’anno sono i 4 vincitori dell’ultima edizione del Simposio del Tesino, dove, ogni metà estate, quasi trenta artisti di provenienza internazionale vengono invitati e, per una settimana, scolpiscono per le vie e le piazze dei quattro paesi che caratterizzano l’altopiano trentino. Alle sculture premiate dalla giuria di qualità, il PEFC Italia aggiunge un quarto “premio“: ai valori artistici e all’uso di un tronco proveniente da boschi certificati locali vengono aggiunti altri criteri di selezione quali l’aver utilizzato il tronco assegnato producendo il minimo scarto possibile, senza averne snaturato la forma originaria, non avere coperto il tronco con vernici o altri materiali al fine di lasciare intravvedere le venature del legno. Il Premio PEFC quest’anno va alla scultura di Angelo Giuseppe Bettoni, scultore della Valle d’Aosta, dal titolo “Ricerca”, che rappresenta una sfera posta su un piedistallo, in pino cembro del Lagorai, foreste certificate PEFC.

Dopo Trento, l’esposizione, resa possibile grazie al supporto attivo della Provincia Autonoma di Trento, della Regione Trentino Alto Adige, dei Comuni di Castello Tesino, Pieve Tesino, Cinte Tesino, Bieno e dell’APT Valsugana, farà tappa a Verona, Dozza (BO), Monzuno (BO), Borgo Valsugana (TN) e Vignola (MO).

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