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“Resta di stucco… è un Barbatrucco!”

Barbafamiglia in giardino

Francesco sta annaffiando il giardino quando all’improvviso, dalla terra umida, vede spuntare qualcosa: non è un fiore e neppure un ortaggio. “Resta di stucco… è un Barbatrucco!”. È nato Barbapapà! Un fumetto, che poi diventa anche un cartoon giapponese per la televisione, creato dalle matite di Annette Tison e Talus Taylor. Siamo in Francia, è il 1970. Barbapapà è un fumetto indirizzato a un pubblico infantile ma gli autori affrontano già temi complessi come quelli della diversità e dell’ecologia.

le uova di Barbapapà

Tematiche attuali come la xenofobia e  l’ambiente e la natura minacciate dall’uomo e i disastri ecologici che ne sono la conseguenza. Una serie TV educativa e delicata, in Italia arriva nel 1976, i cui messaggi sono trasmessi con la semplicità di un gioco, dove tutto è possibile. Il nome del protagonista Barbapapà, o meglio, Barbapapa senza accento, deriva dall’espressione francese “Barbe à papa”, che significa zucchero filato. Assomiglia a un  blob, però dolce e amichevole, a forma di pera e dal curioso colore rosa. Spunta dalla terra del giardino di una casa abitata da due bambini. Francesco e Carlotta diventeranno i primi amici di Barbapapà, mentre gli adulti, invece, sono spaventati dall’arrivo di questo essere alto quanto le loro abitazioni. Gli avvenimenti, però, inducono poi gli adulti a ricredersi su coloro che sono diversi da noi per cultura, per il colore della pelle, per particolarità fisiche. Infatti, nei fumetti sono rappresentati dai Barbapapà, nella vita reale, gli altri, devono essere considerati come una risorsa e non come una minaccia.

Barbapapà e Barbamamma

Barbapapà incontra Barbamamma dalle forme più femminili. E’ di colore nero e in testa indossa una coroncina di fiori. Barbapapà e Barbamamma hanno sette barbabebè: Barbabella di colore viola, è la vanitosa della famiglia; Barbaforte, rosso, indossa mantellina e occhialini alla Sherlock Holmes e come il famoso investigatore di Sua Maestà la Regina svolge le sue indagini con il fratello Barbabravo.

Barbafamiglia

Questi è di colore blu ed è lo scienziato di famiglia e l’inventore di casa. Barbalalla, verde, musicista, a volte si trasforma lei stessa nello strumento che poi suona. Barbalalla ama anche la botanica e l’ecologia come suo fratello il giallo Barbazoo. Barbazoo un ecologista convinto, è veterinario, ama la natura e conosce tutti gli animali e le piante, i vari tipi di clima e i problemi che causano l’inquinamento. C’è, quindi, l’intellettuale Barbottina. Arancione, intelligente e ironica, si diverte a stuzzicare il fratello Barbabarba, peloso, di colore nero, che fa il pittore. Les barbapapas, amano profondamente la Terra, hanno una casa in giardino e Barbapapà ogni giorno fa giocare e divertire i bambini con tutti i suoi meravigliosi trucchi, anzi, “Resta di stucco… è un Barbatrucco!”. Ma sono costretti ad abbandonarla a causa della presenza sempre più invasiva delle industrie e del relativo inquinamento, della speculazione edilizia e del traffico.  Barbafamiglia costruisce così un’astronave che accoglie a bordo tutti gli animali come nell’Arca di Noè e abbandonano il pianeta al suo triste destino di grigiore e inquinamento. L’astronave rientra sulla Terra solo quando si avvedono che gli uomini, rimasti soli, si ricredono sul proprio comportamento e capiscono che la natura va rispettata.

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