Voragine Napoli: in Italia la prevenzione è ancora un’eccezione

Una miriade di cavità realizzate dall’uomo per il prelievo di materiale tufaceo, manutenzione delle reti e delle condotte sotterranee inesistente, abusivismo edilizio: la denuncia dei geologi campani dopo la voragine di Pianura

«La voragine che ha interessato Pianura (NA) è solo l’ultimo episodio di dissesto idrogeologico ma non il solo che ha interessato la Campania in questi giorni ed evidenzia, al di là dei proclami, quanto siamo ancora distanti da una vera pianificazione delle problematiche di difesa del suolo e di gestione delle emergenze». Lo ha dichiarato Francesco Peduto , presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania intervenuto su quanto accaduto a Napoli in questi giorni.

In via Campanile a Pianura, lo ricordiamo, si è aperta una voragine larga una decina di metri, che ha costretto allo sgombero quattro palazzi che si affacciano sul crocevia; trecentottanta persone sono state costrette a lasciare casa. Con molta probabilità la voragine è stata provocata dalla rottura di una condotta fognaria a causa della pioggia. Qualche giorno prima nella voragine di via Campanile era finito un automezzo per la raccolta dei rifiuti, poi recuperato con l’ausilio di alcune gru. L’area era stata transennata; quindi si è verificato un successivo cedimento.

«I geologi conoscono bene la fragilità e le insidie del territorio napoletano – ha proseguito Peduto -, dove si sommano gli effetti dovuti alla miriade di cavità realizzate dall’uomo per il prelievo di materiale tufaceo (ma non solo) all’inesistente manutenzione delle reti e delle condotte sotterranee e, non per ultimo, all’abusivismo edilizio». Il geologo denuncia anche la mancanza di una mappa precisa delle criticità del territorio «ma chi investe sulla conoscenza del territorio, sulla sua sicurezza e, quindi, sulla prevenzione a Napoli come in tutta la Campania?».

Nel nostro Paese, intanto, la prevenzione è ancora un’eccezione, si continua con le misure tampone a evento accaduto e nelle emergenze di Protezione civile. «Una scelta – ha concluso il presidente dei geologi campani – quella di continuare ad affrontare i rischi geologi con misure di fatto solo emergenziali, fallimentare, perché significa che continueremo a contare vittime, i danni si moltiplicheranno e i costi saranno sempre più esorbitanti per la società».

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