Via Manzoni, non è solo restyling

U momento dell'incontro di progettazione partecipata per via Manzoni

Un progetto di rigenerazione e riqualificazione che punta ad una rinascita dell’antica via del commercio barese non solo economica. Residenti e commercianti, adulti e bambini protagonisti dell’incontro con l’Amministrazione comunale

 

E come annunciato l’incontro ci fu. Ma più che un incontro è sembrato in certi momenti una di quelle assemblee che precedettero la Rivoluzione francese, dove i rappresentanti del “terzo stato” esprimevano con i loro cahiers de doléance tutto il disagio di sentirsi abbandonati, anzi ignorati.

Solo che l’incontro in questione si è svolto non a Parigi ma a Bari, e non nel 1789 ma nel 2024, per la precisione mercoledì 27 novembre, e non nelle sale dove si riunivano le assemblee per raccogliere le lamentele da presentare a re Luigi XVI, ma nella palestra di una scuola. E soprattutto non per limitare il potere della corona, ma per discutere del futuro di una delle strade più identitarie di Bari, quella via Alessandro Manzoni (ma per tutti è “via Manzoni” e basta), un tempo strada privilegiata per le compere dei baresi del ceto medio e oggi ridotta all’ombra di se stessa, cui ora un progetto della Amministrazione comunale vuole dare un volto nuovo e soprattutto una vivibilità nuova.

Via Manzoni, una strada complessa

Lunga 750 metri, da Piazza Garibaldi a Corso Italia, fatta di 10 isolati con complessivi 200 posti auto (tra quelli per le autovetture, parcheggi disabili, moto, carico/scarico), via Manzoni ospita 78 locali per esercizi commerciali perlopiù di abbigliamento, calzature, intimo, merceria, di cui 62 chiusi. 62 vetrine tristemente spente, 62 locali che in parte si sono trasformati in posti auto, causa la carenza cronica di parcheggi. E quelle insegne spente, che poco a poco hanno svuotato di vita la strada, hanno alimentato nel tempo il senso di insicurezza tra i residenti e la diffusione di comportamenti illegali (usiamo un eufemismo).

Via Manzoni sarà quasi completamente pedonale ad eccezione di due tratti “zona 30”

Proprio per discutere insieme le criticità della strada (che sono le stesse del quartiere Libertà, di cui è parte integrante) e proporre insieme nuove forme di convivenza e sviluppo economico secondo il meccanismo della progettazione partecipata, con l’avvio del progetto di rigenerazione e riqualificazione di via Manzoni – che nelle intenzioni dovrebbe fare da battistrada all’intera rigenerazione del Libertà – , il sindaco Leccese e la Giunta hanno incontrato per la seconda volta in due mesi residenti e commercianti. L’occasione del secondo confronto, svoltosi nella palestra della scuola Garibaldi –  è stata offerta dall’approvazione da parte della giunta comunale di 2 delibere che davano il via al progetto definitivo di rigenerazione  per un importo complessivo di quasi 7 milioni di euro rivenienti da fondi PNRR. Un progetto ambizioso, decisamente bello, che parla il linguaggio non solo della riqualificazione, quanto quello della rigenerazione, vale a dire un cambio di mentalità, una maniera nuova di “pensare” la città e “pensarsi” come città. Un progetto che, prevedendo i tempi di affidamento dei lavori, dovrebbe inaugurare il cantiere tra febbraio e marzo e rivoltare come un guanto via Manzoni, a cominciare dal manto stradale.

Il progetto

Via lo sbalzo tra marciapiedi e strada, che viene innalzata al livello dei primi, eliminazione dell’asfalto col recupero delle vecchie basole coperte dall’attuale pavimentazione stradale e realizzazione grazie all’utilizzo di pietra lavica e pietra di Trani, di una specie di tappeto centrale che richiami le trame dei tessuti un tempo venduti nei negozi. Questo significa che la strada sarà tutta pedonale, tranne i tratti tra via Calefati e via Putignani e tra via Garruba e corso Italia, che saranno “zone 30”. Il tutto sarà arricchito da una massiccia presenza di verde (185 alberi ad alto fusto e chioma ampia, 210 arbusti e 59 essenze) lungo la strada e agli incroci; previsti anche cestini portarifiuti, panchine, illuminazione ad ampia luminosità, percorsi per diversamente abili, un impianto di videosorveglianza.

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Parcheggi, sicurezza inclusione: le richieste dei residenti

Dunque, una via pedonale, secondo quanto già realizzato a via Sparano e via Argiro. Ma i residenti non sono d’accordo, anzi. Le perplessità e le polemiche durante l’incontro sono state tante e vanno ad aggiungersi a quelle di vecchia data per la cronica carenza di posti auto nella zona. Ma siccome su via Manzoni si sta percorrendo la strada (è il caso di dirlo) della progettazione partecipata, la risposta dell’amministrazione comunale non è mancata: “Certo, con l’apertura del cantiere per la pedonalizzazione ci potranno essere disagi – ha detto Leccese – ma accompagneremo il processo di cambiamento lavorando su un piano di mobilità sostenibile” per agevolare i residenti, con la rimodulazione della zsr istituendo una zona B in aree oggi destinate a parcheggio a pagamento per tutti e, contestualmente, verificando con Ferrovie la possibilità di ottenere aree parcheggio adeguate per i residenti.

Le richieste dei residenti: più parcheggi, più sicurezza, più cultura

Se via pedonale sarà, la richiesta è quella di una via ricca di spazi di socializzazione e di inclusione. La richiesta viene soprattutto dai più piccoli. Gli alunni delle scuole dell’infanzia e primarie afferenti all’istituto comprensivo “Garibaldi”, vincitrici di un concorso nazionale sul tema della rigenerazione degli spazi cittadini, hanno fatto le loro richieste: più verde, più negozi con attività artigianali tradizionali, un ristorante di cucina tipica, più spazi per il gioco, disegni sulla strada in grado di assorbire la CO2, una statua di Manzoni in materiale riciclato e  per terra frasi tratte dalle opere dell’autore dei Promessi Sposi; ma soprattutto spazi per la lettura e non una, ma più biblioteche. Anche in questo caso una risposta rassicurante dall’amministrazione comunale: il rafforzamento delle iniziative e dell’appeal della Officina degli Esordi e di Spazio 13, ma soprattutto una biblioteca che potrebbe trovare sede proprio nella scuola Garibaldi.

Una progettazione partecipata

I bambini non si sono espressi sull’altra grande questione della strada e della zona, ossia quella della sicurezza. A quello ci hanno pesato gli adulti, e con forza. Le famiglie si sentono abbandonate, lamentano la mancanza di un sistema di vigilanza fatto di polizia locale ma anche di videosorveglianza. Non basta un vigile all’ingresso e all’uscita dei bambini da scuola, serve una presenza continua, è stato detto. E fino a che non verranno completati i lavori della caserma dei Carabinieri all’interno dell’ex Manifattura tabacchi, il quartiere Libertà sarà carente di un vero e proprio presidio di legalità.

E anche su questo punto si è fatta chiarezza. E’ stata promessa la presenza di un vigile durante la giornata, ma soprattutto è stato fatto un appello ai commercianti: riaprire i negozi costituirebbe un deterrente per i malintenzionati e porterebbe poco a poco più gente a frequentare via Manzoni, non fosse altro per fare una passeggiata e guardare le vetrine. Insomma su via Manzoni è in atto un progetto anche di riqualificazione economica.

Fatto sta che residenti e commercianti sono in parte perplessi sul progetto perchè temono che paradossalmente saranno ancora più “espropriati” del loro territorio, col rischio che venga meno il carattere identitario della strada per privilegiare la visione di una strada bella ma senza anima. Chi invece crede fortemente che via Manzoni cambierà in meglio sono i più piccoli, convinti che negli anni via Manzoni sarà la “loro” strada, perchè progettata anche grazie alle loro proposte, una strada  aperta all’inclusione come è giusto che sia in un quartiere multietnico come il Libertà e bandiera di un processo di rigenerazione, non solo delle basole, ma soprattutto delle teste.

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