Ormai divenuta una tra le più significative esperienze formative italiane sulla storia del paesaggio, anche quest’anno la Summer School Emilio Sereni, giunta alla sua VI Edizione, ha proposto un percorso interessante ed estremamente articolato di conoscenza del paesaggio agrario, inteso come la dimensione visibile del territorio rurale e, al tempo stesso, come espressione dell’identità socio-culturale e del percorso storico della comunità che in esso è insediata e come il frutto delle scelte politico-amministrative su di esso operate.
Dal 26 al 30 agosto scorsi, presso la sede dell’Istituto Alcide Cervi a Gattatico (RE), studenti universitari, ricercatori, docenti e professionisti si sono confrontati sul tema “Il paesaggio agrario: letture e interpretazioni”, avendo l’opportunità di partecipare a seminari, laboratori, mostre e uscite sul territorio guidati dai massimi esperti del settore, nel consueto clima informale di dialogo e convivialità che tradizionalmente caratterizza la Summer School sin dalla sua prima edizione.
Per cinque anni la Summer School Emilio Sereni ha costituto un momento di fecondo approfondimento delle connotazioni naturali e delle dinamiche socio-economiche del paesaggio agrario, un luogo dove docenti e corsisti si sono incontrati e interrogati sull’efficacia sociale e politica della ricerca sul paesaggio, sui suoi significati storici e sui conseguenti processi di patrimonializzazione. Con questa edizione, rinnovata nella forma e nei contenuti, si è inaugurato un nuovo ciclo.
Laboratorio didattico con Carlo ToscoBasandosi su un approccio multidisciplinare – dalla storia all’urbanistica, dalla geografia all’ecologia, dall’economia all’antropologia e alla filosofia – si è, infatti, inteso privilegiare l’aspetto analitico e interpretativo, partendo dalla consapevolezza che sono molteplici le discipline che contemplano la materia paesaggio come oggetto della propria indagine e che ognuna di esse sviluppa, a partire dal proprio statuto epistemologico e in funzione della sua stessa natura, uno specifico approccio al paesaggio, adottando un punto di vista raramente sovrapponibile a quello delle altre. L’intendimento di questa VI Edizione della Summer School è stato, quindi, quello di favorire il confronto tra le diverse discipline coinvolte, promuovendo una possibile contaminazione, con l’auspicio di avviare un percorso di costruzione di paradigmi interdisciplinari.
Per questo motivo, destinatari privilegiati della Scuola sono stati, quest’anno più che mai, tutti quei soggetti la cui attività professionale o di studio li porta a confrontarsi in svariati modi con il paesaggio: vale a dire tutti coloro che operano nei campi dell’educazione, della formazione e della ricerca; della definizione ed attuazione di politiche di pianificazione, tutela e salvaguardia delle risorse territoriali; dell’implementazione di strategie e pratiche di sviluppo delle aree agricole; della consulenza e delle attività imprenditoriali in ambito rurale (agricoltura, turismo, ecc.); della promozione e valorizzazione dei beni culturali, dei prodotti tipici e delle tradizioni locali.
Visita all’Ecomuseo Valli Oglio ChieseLa metodologia e le iniziative collaterali – In linea con le finalità delineate, la VI Edizione della Summer School ha proposto un percorso didattico-formativo articolato in tre momenti distinti ma complementari – lezioni frontali, seminari e laboratori didattici – appositamente pensati per offrire ai partecipanti la possibilità di interagire tra loro e con docenti e tutor, mettendo a frutto la specifica professionalità di ognuno e approfondendo le diverse possibili letture e interpretazioni del paesaggio agrario.
Con il contributo dei relatori, dei membri del comitato scientifico e degli stessi corsisti si è ragionato intorno alla costruzione di un metodo interdisciplinare per lo studio e l’interpretazione del paesaggio agrario e, nel contempo, si è cercato di individuare le modalità per una possibile collaborazione futura, al fine di dare continuità all’impegno della comunità di allievi e docenti raccoltasi attorno alla Scuola. Ciò in quanto, anche alla luce dell’esperienza maturata sinora, si ha l’ambizione di fare della Biblioteca Archivio “Emilio Sereni” un luogo di elaborazione di pensiero, metodologie e prassi per lo studio, l’interpretazione e la valorizzazione in ottica interdisciplinare del paesaggio agrario.
Il denso programma della Scuola ha, inoltre, previsto diverse uscite sul territorio, tra cui due escursioni, rispettivamente all’Ecomuseo delle Valli Oglio Chiese e al Mupac, il Museo dei paesaggi di terra e di fiume di Colorno, e una giornata dedicata all’arte, con visita guidata della Reggia di Colorno e di Palazzo Te e Palazzo Ducale a Mantova, alla scoperta di diverse modalità di valorizzazione e patrimonializzazione del paesaggio storico e dei suoi manufatti architettonici.
Ulteriori occasioni di dibattito e di approfondimento sono state, infine, offerte da tutta una serie di iniziative collaterali miranti a favorire, attraverso il confronto di saperi ed esperienze diverse, la costruzione culturale di una conoscenza e consapevolezza del paesaggio agrario come grande patrimonio di tutti i cittadini.
Tra queste, un Premio Nazionale con relativa mostra fotografica sul tema “Segni di futuro nel paesaggio agrario”, organizzato in collaborazione con il Circolo degli Artisti di Reggio Emilia e con l’Accademia d’Arte Fotografica Europea; un’interessante esposizione a cura di Legambiente Emilia Romagna dal titolo “Come mi vedi. La bellezza di un paesaggio che scompare”, che ha affrontato la delicata questione della cementificazione e del consumo incontrollato di suolo agricolo; una mostra dal titolo “I punti di vista e le vedute di città dal XIII al XX secolo”, nella quale trentasei studiosi hanno indagato il tema delle vedute di città nel rapporto tra spazio fisico e raffigurazione astratta, intesa come un “progetto di immagine” delle singole realtà urbane;
l’esposizione permanente “Paesaggi agrari: l’irrinunciabile eredità scientifica di Emilio Sereni”, itinerario iconografico e documentario nel percorso di vita e di pensiero e nel metodo di lavoro del celebre storico dell’agricoltura; e le installazioni di Land Art “I Riposatoi d’Italia” a cura dell’artista Antonella De Nisco, coordinatrice del LAAI, il Laboratorio di Arte Ambientale Itinerante, oltre a videoproiezioni, serate di canti popolari e cene sociali a cura dell’Istituto Cervi.


