
Doppio intervento della Guardia di Finanza in due distinte operazioni, con la Dogane e la Guardia Costiera
Ancona è al centro della cronaca ambientale con due interventi del Comando Provinciale e del Reparto Operativo Aeronavale.
Nel primo caso, allo scalo portuale, con la partecipazione dei funzionari dell’agenzia delle Dogane e dei Monopoli, i finanzieri hanno sequestrato otre 16 tonnellate di rifiuti, che una società italiana stava cercando di imbarcare su una nave diretta in Albania.
Al varco, i militari e la Dogana hanno riscontrato alcune discordanze sui documenti di un autoarticolato che doveva imbarcarsi per Durazzo.
Dall’analisi degli esperti dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale è emerso che la merce trasportata rientra nella “lista ambra”, ovvero si tratta di rifiuti potenzialmente pericolosi per l’ambiente che richiedono un determinato iter burocratico che prevede, tra le varie cose, anche il consenso scritto delle autorità competenti dei Paesi di spedizione, transito e destinazione. In questo caso la procedura di bonifica prevista non è stata eseguita, mentre l’Albania vieta l’importazione di questi prodotti.
Inevitabile quindi il sequestro dei rifiuti tessili e la denuncia del rappresentante legale della società esportatrice per i reati di “traffico illecito di rifiuti” e “falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico”.
Il secondo intervento è avvenuto durante i controlli della filiera della pesca. Nel corso dei controlli le Fiamme Gialle, insieme al personale della Guardia Costiera, hanno accertato una serie di violazioni amministrative per mancanza di tracciabilità del prodotto trasportato su un mezzo stradale, su un’unità da diporto e su un peschereccio. Al peschereccio, poi, sono state contestate altre violazioni amministrative come la pesca in zona e tempi vietati, trasbordo di prodotto non autorizzato, inserimento delle catture su giornale di bordo elettronico non corrispondente al quantitativo effettivamente sbarcato, pesca e sbarco di prodotto in quantità superiori a quella autorizzata, imbarchi irregolari di marittimi.
Complessivamente sono state elevate sanzioni per 11.616,00 euro, sono stati sequestrati 1.386 kg di vongole ed è stato sequestrato un attrezzo da pesca, ovvero 1 draga idraulica. Prevista anche la perdita di 16 punti sulla licenza di pesca e sul libretto di navigazione del comandante del peschereccio.
I prodotti ancora vivi sono stati subito rigettati in mare in un’area predisposta.


