Eurosoil 2012: la scienza del suolo per il bene dell’uomo e dell’ambiente

Riunita a Bari la comunità scientifica internazionale per presentare studi sul suolo a beneficio dell’uomo e dell’ambiente. Il presidente Senesi: «Presto una proposta di legge per proteggere il suolo italiano e raccogliere incentivi per la ricerca»

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Nicola Senesi

Bilancio più che positivo quello del congresso europeo , che si è tenuto dal 2 al 6 luglio alla Fiera del Levante a Bari. L’evento è stato organizzato dal presidente della Confederazione Europea delle Associazioni sulla Scienza del , professor Nicola Senesi della di Bari, coadiuvato da un Comitato organizzativo ad hoc, composto da esponenti del mondo scientifico, come il vicepresidente del Comitato prof. Teodoro Miano e dal segretario dott. Claudio Cocozza, docenti della medesima facoltà.

Eurosoil si svolge ogni quattro anni e quest’anno è toccato a Bari l’onore di ospitarlo: benchè sia un convegno europeo, ha avuto risonanza mondiale, con scienziati provenienti da Paesi come Germania, Francia, Russia, Egitto, India, Giappone, Cina, USA, Nuova Zelandia, Corea. Il numero dei partecipanti, infatti, si è attestato intorno alle 2mila persone, tant’è che si sono tenute 660 presentazioni orali in 6 sezioni parallele, ogni giorno, per 4 giorni. Ciò ha dimostrato come il mondo scientifico abbia partecipato attivamente per studiare, tutelare e rilanciare il suolo come archivio naturale di tutte quelle materie prime, essenziali per garantire il sostentamento, la produzione di cibo per l’uomo e per gli animali, la salute ambientale e, in sintesi, la vita. Il prof.Senesi, infatti, enunciando gli scopi fondamentali di Eurosoil, ha affermato che «il congresso ha come obiettivo primario la promozione del suolo di fronte al grande pubblico, cioè agli amministratori e alla gente comune, per sottolinearne l’importanza e per trasferire, tramite gli scienziati, le conoscenze adeguate agli agricoltori, per curarlo, proteggerlo e garantirne la salute, sia nell’interesse dell’uomo sia dell’».

Tra i vari argomenti affrontati, temi delicati come il fenomeno della degradazione fisica e chimica del suolo e del relativo , l’impatto che gli , naturali o dolosi, producono su di esso e sulla sua vegetazione o il fenomeno di erosione e , strettamente condizionate dagli attuali cambiamenti climatici. Su quest’ultimo punto, Senesi ha sottolineato che «il suolo ha sempre avuto a che fare col problema della desertificazione, in seguito all’alternarsi delle ere geologiche. Però, la fase climatica attuale, insieme all’incidenza antropica, agisce negativamente sul suolo, al punto da sollecitare maggiore attenzione anche della classe politica». Infatti il professore ha anche anticipato che «è in caldo una proposta di legge, forse da presentare a settembre, volta a proteggere il suolo italiano nella sua complessità e diversità, e finalizzata a raccogliere incentivi per la ricerca. La proposta nasce dallo studio dell’Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie, dell’Associazione Italiana della Scienza del Suolo e dell’Associazione Italiana di Pedologia».

Infine sono stati presentati studi estremamente all’avanguardia incentrati su particolari tipi di (fertilizzanti organici che migliorano la fertilità del suolo: ad es. il compost), come il , carbone di matrice biologica che, ha evidenziato il dott. Cocozza, «deriva dalla trasformazione di rifiuti organici, tramite la pirolisi, cioè il loro riscaldamento in assenza di ossigeno, ad una temperatura compresa tra i 400 e gli 800°C. Ciò produce un residuo solido, il Biochar appunto, applicabile al suolo»; nonostante, però, l’utilità e la praticità di questo nuovo fertilizzante, il dott. Cocozza puntualizza che «la qualità del Biochar dipende dalla qualità delle sostanze da cui esso origina, le quali talvolta possono contenere diossine o metalli pesanti. Perciò la ricerca deve tenerne conto, cercando di conoscere i parametri dei materiali di partenza, per poter usare il Biochar in agricoltura senza rischi».

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