Chernobyl… 26 anni dopo

A 26 anni di distanza dallo scoppio del reattore nucleare di Chernobyl, si può ancora definire “sicuro” il nucleare? L’organizzazione umanitaria Soleterre Onlus rivendica il diritto alla verità e alla salute

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Il reattore numero 4 della centrale nucleare di

Sono passati 26 anni dalla tragedia di Chernobyl e un anno dal disastro nucleare di e si continua ancora a minimizzare i rischi del nucleare e a non capire la reale entità dei danni sulla salute umana. Chernobyl e dimostrano che il reale problema sia innanzitutto la gestione delle centrali nucleari e degli incidenti che in esse possono avvenire i quali, sia che si verifichino per errori umani che per catastrofi naturali, appaiono sempre più incontrollabili dall’uomo.

L’organizzazione umanitaria  rivendica da anni il diritto alla verità e alla salute delle popolazioni colpite dai disastri nucleari, testimoniando che nonostante sia passato più di un quarto di secolo da Chernobyl, l’incidenza sulla salute sia ancora alta, soprattutto per la popolazione infantile. Lavorando in Ucraina da più di dieci anni, Soleterre sa bene che gli effetti dell’incidente di Chernobyl sono ancora presenti, nonostante siano passati 26 anni. L’osservazione presso i reparti di oncologia pediatrica e neurochirurgia ha verificato che se tra il 1981 e il 1985 i bambini affetti da tumore maligno erano il 33,3%, negli anni successivi a Chernobyl erano diventati il 46,7% e nel 2011 la percentuale era salita ancora al 68,7%. Molte donne nate nell’anno dell’incidente e negli anni successivi hanno avuto più aborti e figli che presentano patologie tumorali in giovanissima età. A questo si aggiunga che la popolazione ucraina soffre tutt’ora di quel fatalismo paralizzante, la , che ha inciso profondamente sulle nascite: la popolazione infantile è passata da 11 milioni e mezzo nel 1990 a 8 milioni nel 2011. La paura che, a causa dell’incidente nucleare e della contaminazione, i propri figli possano ammalarsi o avere delle malformazioni, è ancora molto forte.

Tecnici misurano il livello di radiazione sui bambini

Le istituzioni - L’ambasciata ucraina di Parigi, nel 2004, rendeva noto che il 94% dei liquidatori (coloro che si occuparono del recupero della zona di Chernobyl) era malato e che 25 mila liquidatori di origine ucraina erano morti. A testimonianza che non solo gli addetti ai lavori erano stati colpiti, la stessa ambasciata, l’anno successivo, dichiarò che 3milioni e mezzo di persone avevano subito un forte irraggiamento a causa dello scoppio del reattore: 2.646.106 cittadini ucraini vennero ufficialmente riconosciuti vittime della catastrofe nucleare.

Cosa succede in Giappone?-  Il governo di Tokyo ha promesso di ridurre la dipendenza dall’, che prima del disastro forniva circa il 30% dei bisogni della nazione. Anche se non ci sono casi accertati di morte per l’esposizione alle radiazioni, i residenti temono che questa possa provocare l’emergere di tumori nei prossimi anni, soprattutto tra i bambini. 

L’organizzazione umanitaria Soleterre Onlus rivendica da anni il diritto alla verità e alla salute delle popolazioni colpite dai disastri nucleari

Cosa intende fare Soleterre - L’organizzazione vuole ribadire la necessità che la comunità internazionale stanzi fondi per le popolazioni colpite e che le risorse della scienza vengano impiegate per verificare, attraverso studi indipendenti, i reali effetti delle contaminazioni a Chernobyl come a Fukushima. Soleterre chiede che non si metta in discussione la volontà popolare e che la comunità scientifica si adoperi per stabilire i veri rischi di un incidente nucleare monitorando con trasparenza e onestà intellettuale quello che sta succedendo a Chernobyl e a Fukushima, affinché nessun interesse economico venga anteposto alla salute e al benessere degli individui. «Proteggere i nostri figli e garantire loro la salute – sostiene il presidente di Soleterre Damiano Rizzi – è un nostro dovere morale».  

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