
Amianto. Asbesto. Immacolato. Incorruttibile. Perpetuo. Da cui il nome Eternit. Inestinguibile. Assassino! Nel continente è stato prodotto in maniera massiccia nel dopoguerra, fino ad arrivare a 4,5 milioni di tonnellate l’anno. La più importante miniera dell’Europa occidentale è stata quella di Balangero, in provincia di Torino, che ha lavorato oltre 100.000 tonnellate di minerale l’anno. Per le sue caratteristiche merceologiche e il basso costo, se ne è fatto un larghissimo impiego, soprattutto nel settore dell’edilizia. Tra il 1967 e il 1975 è stato calcolato che il 40% circa degli edifici costruiti sia stato trattato con amianto: materiale da pavimentazione, ceramiche, coperture ondulate, rivestimento tetti pannelli isolanti, caldaie, vernici, guaine per materiale elettrico, forni, caloriferi, casseforti, quadri elettrici e tubi per condutture di acqua, gas, fognature, sipari e scenari teatrali, inceneritori per rifiuti, freni e frizioni.
In Italia gli stabilimenti che hanno prodotto manufatti di fibrocemento sono stati circa cinquanta e tra questi i più importanti quelli di Casale Monferrato (AL), Avenza (MS), Borgo Val di Taro (PR) e Bari. Ma quando poi è stata trovata una spiegazione alla comparsa di un elevato numero di morti per tumore – il mesotelioma pleurico – tra lavoratori e abitanti delle zone circostanti le fabbriche e dimostrato il nesso di causalità tra l’esposizione a fibre di amianto e la comparsa di questa neoplasia, è stato già troppo tardi. Il periodo di latenza delle patologie asbesto correlate va dai 20 ai 40 anni. Oggi i morti si contano a centinaia: 350 a Bari, secondo il Registro regionale mesoteliomi. 800 a Broni, 2100 a Casale Monferrato e l’elenco continua. La malattia è in costante aumento e le previsioni dicono che la sua punta massima si avrà nel 2040 con circa 500mila persone uccise da patologie asbesto-correlate. Qualche milione in tutto il mondo.

Oggi, 28 aprile, quando si celebra la Giornata mondiale delle vittime dell’amianto, fa scalpore la notizia che nella scuola materna Nibbiaia, a Rosignano Marittimo (LI), siano stati trovati, dai genitori, frammenti di cemento-amianto nelle tasche dei propri bambini. Nella circostanza, l’avvocato Bonanni, presidente nazionale dell’Associazione ONLUS Osservatorio Nazionale Amianto, ha preannunciato la costituzione del Comitato dei genitori degli alunni esposti ad amianto in scuole pubbliche, cui possono aderire i genitori di tutto il Paese. Inoltre, Bonanni lancia un appello al presidente Napolitano, al ministro dell’Istruzione Francesco Profumo e al ministro della Salute Renato Balduzzi, affinché dispongano quanto prima un monitoraggio degli edifici scolastici e la successiva chiusura dei siti contaminati, circa 2400 in tutt’Italia. Sono già 34 le morti sospette per mesotelioma, nel settore della scuola e per questi motivi, è pronto un esposto circostanziato che sarà depositato alla Procura di Livorno e al procuratore Guariniello, che ha già aperto un fascicolo.


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