L’incubo “Punteruolo rosso” in Capitanata. L’agonia delle palme in città

Già ventisei le piante danneggiate nel Foggiano, tra San Severo, Trinitapoli e località Ippocampo. A lanciare l’allarme l’ufficio provinciale dell’agricoltura di Foggia che reputa fondamentali interventi di profilassi di carattere preventivo

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Le palme di Corso Roma a

E’ l’incubo delle palme, il nemico giurato del verde urbano. Miete le sue vittime fra le fronde palmate dei viali cittadini e sembra impossibile debellarlo. E’ il , killer spietato che ha fatto capolino anche in dove sono già 26 i casi accertati. A lanciare l’allarme è stato l’ufficio provinciale dell’agricoltura di Foggia, che ha segnalato venti piante infestate a San Severo, due a Trinitapoli e quattro ad Ippocampo, frazione balneare nel comune di Manfredonia. All’attenzione degli uffici competenti, però, ci sarebbero sono anche i viali alberati delle città di Vieste ed Apricena. A focalizzare l’attenzione sul “Caso ”, un incontro tenuto al Centro per la Cerealicoltura di Foggia promosso dal dirigente dell’ufficio provinciale dell’Agricoltura, Antonio Ursitti, con la collaborazione del responsabile del Servizio di sviluppo Agricolo e Divulgazione, Luciano Ciciretti, a cui ha partecipato anche il dirigente dell’ufficio fitosanitario regionale, Antonio Guario. Obiettivo principale dell’incontro-dibattito la prevenzione della diffusione del dannoso coleottero e preservare lo stato vegetativo delle piante che – una volta attaccate – difficilmente si riescono a salvare. Seduti in prima fila, tutti i sindaci dei comuni della Provincia di Foggia, chiamati ad una “levata di scudi” per prevenire ed arginare il fenomeno. Considerato che difficilmente è possibile debellare l’insetto quando è già penetrato nell’interno del tronco della pianta ospite, la lotta si deve basare su interventi di profilassi di carattere preventivo e nell’individuare i possibili focolai.

Le palme distrutte dal punteruolo rosso

A far conoscere al grande pubblico la pericolosità del coleottero è stato il noto tg satirico Striscia la Notizia che ha dedicato al (questo il nome scientifico) numerosissimi servizi. Il punteruolo rosso è originario dell’Asia meridionale. Secondo alcune teorie, il suo viaggio verso l’Italia sarebbe iniziato negli anni Ottanta, a causa del commercio di palme già infette. In questo modo il coleottero avrebbe raggiunto sia gli Emirati Arabi che il Medio Oriente, trasmigrando in Egitto nei primi anni Novanta fino ad approdare progressivamente in Spagna, Corsica e nella Costa Azzurra francese. In Italia il primo esemplare è stato avvistato a Pistoia nel 2004; poi la discesa lungo la dorsale italica, favorito anche dalla colonnina del mercurio (gli spostamenti del parassita delle palme sono favoriti da temperature superiori ai 20°c).

Il punteruolo rosso vive prevalentemente all’interno dello stipite della palma, che una volta infestata viene letteralmente distrutta. Il sintomo più evidente in una palma infestata dal punteruolo è l’afflosciamento delle fronde apicali per cui la chioma assume il caratteristico portamento “ad ombrello aperto”. Difficile debellare una infestazione in atto: la femmina del Punteruolo rosso può deporre fino a 300 uova nelle ferite delle palme. Per questo, chiunque possa accertare la presenza di una palma “sospetta” o già abitata dal Punteruolo ha l’obbligo di avvertire il servizio fitosanitario regionale o gli uffici provinciali agricoltura competenti per territorio o gli uffici tecnici del proprio comune. Purtroppo, uno dei fattori che può limitare la diffusione del coleottero è l’abbattimento tempestivo delle piante compromesse e l’immediata distruzione.

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