La ricetta perfetta? É quella con ingredienti naturali ad essere promossa con 10 e lode. Non si tratta dell’ultimo libro di cucina in vetta alle classifiche delle librerie di mezzo mondo ma della riscoperta delle risorse che Madre Natura ci offre anche per il benessere del corpo. E l’Italia avvalora questa nuova tendenza e ci mette del suo: «In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando – spiega la Coldiretti – gli agricoltori si rimboccano le maniche e si reinventano il lavoro dando vita ad una nuova professione, quella dell’“agristetista”.

Questo nuovo lavoro non solo permette alle aziende di diversificare la propria attività, ma permette al consumatore amante del benessere, ma anche della quiete tipica della campagna, di godere di un beneficio ulteriore: unire al relax della mente anche quello del corpo». Una soluzione che strizza l’occhio all’ambiente ma che si sviluppa anche in barba all’uso eccessivo di componenti chimici. Secondo una recente inchiesta del network newyorkese Co.Exist, ogni giorno obblighiamo la nostra pelle a sopportare inutili veleni. L’articolo, segnalato questa settimana dall’Internazionale tra i 10 link da non perdere, fa una carrellata sui prodotti per la cura della persona che tutti abitualmente consumiamo. Ecco che troviamo alluminio e propilene glicolico nel deodorante, 1,4-Dioxane nello shampoo per bambini, piombo nel rossetto. «Molti dei problemi causati da questi veleni – è chiarito nell’indagine – impiegano anni a manifestarsi e non possono essere semplicemente collegati a un prodotto o un ingrediente». Per fortuna vige il controllo dei governi, con quelli europei che si mostrano più virtuosi. Il vecchio continente ha vietato i prodotti chimici nei cosmetici 1222 volte in più rispetto agli Stati Uniti. Un’attenzione che tuttavia non basta a garantire la bontà del contenuto di creme e lozioni comunemente usate. Una sana abitudine è quella di leggere gli ingredienti, come suggerito da Co.Exist, magari adoperando strumenti quali il Biodizionario che segnala i componenti buoni e cattivi, con tanto di pallini verdi e rossi.

Passano indenni l’analisi i cosmetici naturali realizzati dalle aziende agricole della Coldiretti, con ingredienti tutti golosi. Spumante, menta, latte d’asina e di capra, ribes rosso, miele: questi soltanto alcuni. «I cosmetici allo spumante, dalla crema antietà al trattamento per il corpo – fa sapere la Coldiretti – sono davvero unici perché in loro l’evanescenza e l’effervescenza delle bollicine vengono trasferite sulla pelle ossigenandola a lungo». Ma i preziosi alleati della bellezza naturale non finiscono qui: «in particolare tutti i cosmetici a base di menta – precisa l’associazione – tra cui il fango anticellulite, il bagno schiuma, lo shampoo e il lucidante per capelli svolgono una particolare azione antisettica ed il loro effetto in cosmesi è dato dal senso di fresco localizzato». Non poteva mancare il latte d’asina tanto amato dall’imperatrice romana Poppea «probabilmente perchè già consapevole delle sue importantissime sostanze antiossidanti contro l’invecchiamento – spiega Coldiretti -. Oggi con il latte d’asina si riescono a creare davvero moltissimi cosmetici, dalla crema listante allo scrub detergente, dal sapone effervescente per hydro, alla maschera per il viso».
Molto apprezzati in campo cosmetico sono anche i cosidetti “frutti rossi”, come uva spina e ribes rosso, preziosi per l’elevata presenza di vitamine e antiossidanti. Una rivelazione è invece la stella alpina: «fino a poco tempo fa questa meravigliosa pianta, considerato il fiore alpino per eccellenza era quasi scomparso – informa la Coldiretti – , oggi invece, grazie anche alla cura degli agricoltori sta tornando a diffondersi sulle nostre montagne. Gli estratti della stella alpina sono utilizzati in cosmesi per le loro proprietà antinfiammatorie, dermoprotettive ed antiossidanti». Tra i prodotti più adoperati nella cosmesi naturale compaiono poi il miele, il latte di capra dalle «importanti proprietà emollienti», l’amido di riso utile «a lenire e rinfrescare le pelli più delicate».


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