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Barletta, il palazzo di città

Non va proprio giù al Consorzio Pro Ofanto la piega che sta prendendo il Piano comunale delle Coste che il Comune di Barletta si accinge ad approvare. Il Piano, che è stato presentato lo scorso 27 febbraio, è stato realizzato in osservanza delle norme tecniche di attuazione e indirizzi generali previsti dal Piano Regionale delle Coste e sicuramente rappresenta una bella occasione di confronto e crescita civile per cittadini, ordini professionali e Amministrazione Comunale, soprattutto se si pensa che al suo interno va inserito il Piano Comunale di Barletta. Eppure la delusione si è fatta sentire perché, cosi come è stato presentato, il PCC ha solo indicato come disciplinare l’utilizzo delle aree demaniali e ben poco ha detto di altri aspetti significativi, come ad esempio la protezione dell’ambiente naturale e il recupero dei tratti di costa che versano in stato di degrado. Ed è proprio questo che il Piano per il Consorzio Pro Ofanto va rivisto. «Vogliamo richiamare l’attenzione dell’Amministrazione e dell’intero Consiglio Comunale – dice Ruggiero Maria Dellisanti, vice presidente del Consorzio Pro Ofanto – sul tratto di costa che si estende dalla foce del fiume Ofanto sino alla località Pantaniello, per una lunghezza di circa 3 km. Questo tratto, negli ultimi anni è stato sottoposto a intensa erosione costiera che ha letteralmente “mangiato” il tratto demaniale e conseguentemente non risulta in alcun modo inserito e tutelato dall’erigendo PCC».

Immagine satellitare del Parco regionale "Fiume Ofanto" in prossimità della foce del fiume (fonte: Regione Puglia

L’area da tutelare rientra nel Parco Fiume Ofanto, istituito ai sensi della L.R. 37/2007. E’ un’area molto fragile nei vari aspetti di natura geologica, geomorfologica, idrogeologica, botanico–vegetazionale, colturale e faunistica ma, continua Dellisanti, «viene ignorata dall’Amministrazione Comunale semplicemente perché la zona demaniale non esiste in quanto erosa. Sarebbe quindi opportuno, proprio in coincidenza dell’approvazione del PCC e per le tipicità dell’area Parco, ricostituire l’area demaniale erosa, utilizzando il limite della Legge Galasso, in modo da poter tutelare adeguatamente questo tratto di costa, così come riportato dall’art. 8.13 delle norme tecniche di attuazione del piano regionale delle coste quale “Area di particolare pregio naturalistico ed ambientale”». Solo a queste condizioni può venire rispettato lo spirito del PCC che, così come indicano le norme tecniche regionali, è lo strumento di assetto, gestione, controllo e monitoraggio del territorio costiero comunale in termini di tutela del paesaggio, di salvaguardia dell’ambiente, di garanzia del diritto dei cittadini all’accesso e alla libera fruizione del patrimonio naturale pubblico, nonché di disciplina per il suo utilizzo eco-compatibile. Quali saranno gli sviluppi della contesa tra l’Amministrazione Comunale di Barletta e il Consorzio Pro Ofanto?

 

Scritto da: Lucia Schinzano

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