L’Università del Salento progetta l’auto del futuro

Motore elettrico e materiali leggeri e resistenti, colonnine per la ricarica elettrica lungo le strade. A Lecce si progetta la mobilità ecosostenibile

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Il è approdato a Bari con i suoi funambolici professionisti degli sport motoristici. Ma non solo. In occasione della manifestazione che si protrae fino a domenica 6 novembre, il nuovo spazio inaugurato di recente della ospita anche professionisti della meccanica, funambolici se non nel concepire nuovi criteri di mobilità. Anzi, per essere più precisi, di . In particolare, ha fatto la sua apparizione lo stand dell’ che mostra un prototipo di . Si chiama e vi spieghiamo perché, in compagnia dell’ingegnere Francesco Greco, team manager del . La scuderia salentina, nata nel 2008, è composta da ingegneri provenienti da diverse specializzazioni dell’Università del Salento, informatici, dei materiali, meccanici, informatici per il controllo, esperti di comunicazione, uniti tutti da uno spirito di competizione sportiva ma soprattutto professionale che li vede impegnati nella ricerca e nella costruzione di un prototipo di auto ecosostenibile.

La sfida è stata lanciata dalla Shell Eco Marathon (* leggi gli articoli di Ambient&Ambienti) una particolare competizione dove non vince chi è più veloce ma chi  consuma meno. Unisalento ha costruito un prototipo a basso sia per quanto riguarda i consumi sia per la costruzione dell’esemplare. Condicio sine qua non per poter concorrere alla gara internazionale – 3.000 gli studenti e gli insegnanti convenuti da tutta Europa a Lausitz, in Germania, per partecipare all’edizione 2011; 222 team di 26 Paesi; l’Italia ha partecipato con 16 team -. Unisalento ha partecipato alla competizione del 2010, dove si è classificata ottantesima su centoventi equipaggi. Carla 2009 ha percorso 150 chilometri con un litro di benzina – il risultato è calcolato secondo un’equazione che trasforma i kW della batteria in chilometri/litro di benzina -. «Non è un grandissimo risultato a livello di chilometraggio – confessa l’ingegner Greco -, però il nostro primo obiettivo era quello di superare i test di sicurezza. Perché per essere ammessi alla competizione, bisogna superare test di sicurezza molto severi». La macchina è stata progettata e costruita dagli studenti; sono tutti volontari selezionati secondo curriculum universitario e specifiche competenze di ciascuno. Nessuno è stipendiato, i finanziamenti per continuare ricerca e progettazione sono di sponsor privati. Per partecipare all’edizione 2012, il nuovo progetto è al vaglio di CAD. Oltre al power train, cioè la trazione che sarà completamente elettrica, è stato ridisegnato completamente il telaio, perché quello di Carla 2009 è completamente deportante – cioè spinge al suolo la vettura – quindi fa molta resistenza. L’idea è di un telaio neutro. L’auto avrà forma di missile per tagliare meglio l’aria e, se possibile, in policarbonato materiale resistente e leggero.

Ad aprire la manifestazione, l’arrivo in Fiera di circa quattrocento motociclette, quasi tutte Harley Davidson ma, vista la circostanza, quella decina di carenate giapponesi o naked Ducati non erano delle intruse, perché, prima dell’apertura dello spettacolo del Mediterranea Show Motors è stato osservato un minuto di silenzio per onorare la memoria di .

L’intervista integrale all’ingegner Francesco Greco prossimamente su Ambient&Ambienti.

(*)

http://www.ambienteambienti.com/dossier/linchiesta/2010/06/news/le-auto-del-futuro-partiranno-da-lecce-e-da-monopoli-8094.html

http://www.ambienteambienti.com/news/2011/04/news/eco-marathon-europe-sfida-con-lecologia-35414.html

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