Il Gargano custodisce uno dei siti archeologici di maggiore interesse storico della Puglia. Infatti, il Monte Civita è noto per le tracce lasciate nel tempo da tutte le civiltà dalla preistoria fino all’Alto Medioevo. Sui versanti del Monte Civita, si estende una necropoli, il cui periodo è fatto risalire al V o IV secolo avanti Cristo.
Le tombe, dette a “bisaccia”, sono state rinvenute dai militari della Guardia di Finanza su un’estensione di oltre 500 metri quadrati, nel corso di un’attività di tutela del patrimonio archeologico. L’operazione di contrasto ai tombaroli ha portato, a luglio 2009, al ritrovamento di 5 tombe che contenevano i resti di guerrieri, tumulati con preziosi corredi funebri e numerosi altri reperti. I reperti catalogati dalla Soprintendenza ai beni archeologici comprendono monili, lance, punte di giavellotto, bracciali e collane. Inoltre, ceramiche buccheroidi (interamente colorate di nero) e materiali in pasta di vetro fanno supporre che il Monte Civita sia stato abitato dagli Etruschi, che appunto utilizzavano il bucchero per la lavorazione delle ceramiche e da altre popolazioni provenienti da aree geografiche e civiltà diverse. Le indagini delle Fiamme Gialle, mai interrotte, hanno portato in questi giorni a un altro importante ritrovamento di reperti, questa volta risalenti al III – II secolo a.C. di epoca romana, su una nuova area sempre nel comune di Ischitella. L’operazione “Necropolis” è stata condotta dai militari della brigata della Guardia di Finanza di Rodi Garganico. I 98 reperti erano già pronti per essere trafugati da parte di tombaroli professionisti. La zona interessata è stata sottoposta a sequestro e il materiale recuperato: monete in argento e bronzo, vasellame, un pendaglio in bronzo, chiodi in ferro, una spada di ferro in 3 frammenti, una fibula ad arco in ferro, un lisciatoio per macine, è stato dato in custodia alla Soprintendenza ai beni archeologici.
E sempre nell’ambito di un’attività di tutela del patrimonio archeologico, i militari della Guardia di Finanza della compagnia di San Severo, in provincia di Foggia, in seguito a un controllo sul sito archeologico di Castelfiorentino, vicino a Torremaggiore hanno rinvenuto una granata di artiglieria di 5 chili che emergeva parzialmente dal terreno. L’ordigno della seconda guerra mondiale, ritenuto potenzialmente molto pericoloso per l’incolumità dei numerosi visitatori del sito archeologico, scolaresche e appassionati d’arte, è stato disinnescato grazie all’intervento della squadra artificieri della Polizia di Stato di Bari.




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