Un nuovo trasporto di rifiuti altamente radioattivi è partito questa notte dall’Italia alla volta di Le Hague in Francia. A lanciare l’ennesimo allarme è la Rete francese “Sortir du nucléaire” e RNA, Rete Nazionale Antinucleare. Il convoglio ferroviario carico di rifiuti radioattivi è partito da Saluggia vicino Vercelli, diretto a La Hague in Francia.

I carri ferroviari blindati, che hanno lasciato la stazione di Vercelli alle 02.00, sono stati preceduti da un treno civetta partito dieci minuti prima e viaggiano alla stessa velocità. L’arrivo alla stazione francese di confine a Modane, intorno alle 05.00 di questa mattina. I convogli hanno attraversato le città di Grugliasco, Collegno, Alpignano, Avigliana, Condove, Bruzzolo di Susa, Chiomonte, Exilles, Beaulard e Bardonecchia e il traforo del Frejus. Il trasporto di scorie nucleari italiane, preparato in gran segreto dai due governi frontalieri e da AREVA, l’azienda d’oltralpe che possiede un impianto di ritrattamento del combustibile nucleari avviene a distanza di soli tre giorni dal passaggio di un altro convoglio di rifiuti radioattivi, belgi. Il 5 novembre scorso, Ambient&Ambienti lo ha documentato (clicca qui per leggere l’articolo “Il Treno dell’inferno”), è partito da La Hague in Francia, un convoglio ferroviario di undici vagoni di rifiuti nucleari vetrificati che sono rientrati in Germania.Il treno trasporta un container di combustibile esaurito altamente radioattivo, italiano, generato dal reattore del Garigliano. Ha lasciato il sito di stoccaggio di Avogadro, in Piemonte, per raggiungere il terminale ferroviario di Valognes sulla Manica. In Francia, ha attraversato la Savoia, l’Ain, la Saone-et-Loire, la Cote-d’Or, l’Yonne, la Seine et-Marne, l’Essone, il val de Marne, l’Yvelines, l’Eure, il Calvados e la Manche. Nella regione parigina, è previsto che transiti per le vie del RER, la rete di trasporti che serve Parigi e la sua periferia, il treno dei pendolari dell’hinterland della capitale francese. Questi rifiuti saranno poi avviati per strada fino agli impianti di AREVA a La Hague per essere – secondo il termine adoperato da AREVA – “trattati”; quindi, poi, ripartiranno, in una data indeterminata, verso l’Italia, dove non esiste alcuna soluzione per accoglierli (*).
Il governo italiano vuole rilanciare il nucleare, contro la volontà della maggioranza della popolazione che ha voluto abbandonare il nucleare grazie al referendum del 1987 ma, denuncia “Sortir du nucléaire”, le autorità italiane mandano questi rifiuti estremamente radioattivi lontano dal loro territorio, sperando, così, di ritardare e mascherare il problema di una gestione dei rifiuti nucleari, impossibile. Non solo il trattamento presso l’impianto AREVA di La Hague non diminuisce la radioattività dei rifiuti ma aumenta il loro volume. Dunque, questo trasporto di rifiuti molto radioattivi è insensato, denunciano gli attivisti francesi: espone a gravi rischi le popolazioni, solo per fare funzionare l’impianto Areva a La Hague.
“Ci associamo alla Rete “Sortir du nucléaire” per denunciare questo episodio doppiamente vergognoso, perché presenta dei rischi ambientali e pericoli per la popolazione e perché il tutto è stato omertosamente tenuto sotto silenzio da tutti i responsabili e da quanti ne erano conoscenza”, dichiara Fabienne Melmi, della Rete Nazionale Antinucleare (RNA),
La Rete “Sortir du nucléaire” e la Rete Nazionale Antinucleare fanno appello per una mobilitazione lungo il tragitto e ricordano che il nucleare non è né pulito né sicuro.
Non esiste nessuna soluzione per gestire i rifiuti nucleari e la Francia non è la pattumiera nucleare dell’Europa! Una sola soluzione: smettere di produrne e soprattutto non rilanciare la “macchina”!
(*)Anche l’ASN (Autorità di Sicurezza Nucleare) esprimeva in una nota del 18 novembre 2007 delle riserve in quanto alla legalità di questi trasporti. Estratto dalla nota: “In occasione del primo trasporto di combustibili esauriti italiani verso la fabbrica di La Hague in vista del loro trattamento, l’ASN ricorda pubblicamente le sue riserve sull’accordo intergovernativo che inquadra questa operazione. (…) L’ASN considera che i termini indicati in questo accordo, che prevede l’arrivo dei combustibili tra il 2007 e il 2015 ed i rientri in Italia dei rifiuti generati della rilavorazione tra il 2020 e il 2025, non sono tecnicamente giustificati.”
A partire dalla mezzanotte, una trentina di persone si sono radunate nei dintorni della stazione di Condove Chiusa San Michele, nella Val di Susa al confine con la Francia, con lo scopo di non lasciar passare in silenzio questo ennesimo trasporto di materiale pericolosissimo senza le opportune misure di sicurezza. I manifestanti sui marciapiedi davanti ai binari, è detto nel comunicato di RNA, sono stati caricati e perquisiti dalla polizia (clicca qui per vedere le immagini dei disordini sul Blog di Beppe Grillo). E del treno nessuna traccia. Idem la situazione in Francia. Il protocollo di legge prevede che la popolazione venga avvisata per tempo e venga predisposto un piano di sicurezza. Secondo fonti francesi gli orari del passaggio del treno dell’inferno, pare si tratti di un trasporto di scorie liquide ancor più pericolose delle barre solide di uranio, sarebbero stati cambiati apposta e le Prefetture non sarebbero state informate.
Aggiornato alle ore 13.30 del 7 febbraio 2011




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Grazie Gianni… siete in pochi ad avere ripreso e pubblicato la notizia… manifestamente gli italiani sono più interessati al bunga bunga che al pericolo rappresentato dal nucleare
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