I reati ambientali – non pensiamo alle discariche abusive disseminate qua e là sul territorio ma a quelli gravi come sversamento di liquidi inquinanti in mare oppure nei corsi di acqua, per esempio, oppure le tonnellate di materiale da risulta gettati in cave abusive, per farne un altro- sono strettamente legati ai reati economico – tributari. Cioè all’evasione fiscale: fatture false, operazioni inesistenti e frodi comunitarie inerenti smaltimento di rifiuti, in particolare quelli pericolosi e bonifiche dei siti; con margini di guadagno, per le cosiddette eco-mafie, sempre maggiori.
La Guardia di Finanza, quale moderna forza di polizia economico-finanziaria, svolge anche attività in materia di tutela ambientale, con una maggiore attenzione verso la gestione illecita del ciclo dei rifiuti di organizzazioni criminali qualificate e radicate sul territorio. Inoltre è tuttora vigente una convenzione stipulata tra il Comando Regionale Puglia della Guardia di Finanza, l’A.R.P.A. Puglia, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente e la Regione Puglia per il monitoraggio delle acque di superficie. Prevenire, ricercare e reprimere le violazioni in materia di demanio pubblico, rientra tra i compiti delle Fiamme Gialle assieme anche alla tutela dell’ambiente e del patrimonio storico e archeologico del Paese, che vede impegnati in prima linea, anche grazie ai potenti e sofisticati mezzi in dotazione, i Reparti Aeronavali del Corpo. Questi costituiscono quei “servizi tecnici dello Stato”, dei quali il Ministro dell’Ambiente si può avvalere per l’esercizio delle funzioni previste dalla legge istitutiva del medesimo dicastero. Nel dettaglio i servizi di polizia economico-finanziaria eseguiti con finalità “ambientali” concernono in particolare i controlli sulla gestione dei rifiuti e sulla movimentazione e spedizione degli stessi mediante l’attività svolta dalle pattuglie dislocate sul territorio: quindi dalla polizia doganale negli scali marittimi nonché dalle unità aeree e navali nel corso delle ricognizioni dedicate alla sorveglianza integrata del territorio.
Nel 2010 ammontano a circa 160.000 mq le aree sequestrate e a 6000 i chilogrammi di rifiuti (di cui 4500 metri cubi rifiuti speciali), sottoposti a sequestro dalle Sezioni Operative Navali dipendenti dal Reparto Operativo Aeronavale (R.O.A.N.) della Guardia di Finanza di Bari, per violazioni alle norme ambientali e demaniali; sono stati invece 81 gli interventi esclusivamente in materia di tutela ambientale, compiuti lungo le fasce costiere e demaniali di competenza, dai reparti navali pugliesi. Ambient&Ambienti ha partecipato per un giorno all’attività svolta dai Reparti Aeronavali costieri pugliesi, con particolare riferimento alla provincia di Bari, a bordo di un elicottero A109 Nexus di ultima generazione.
Dapprima è stato eseguito un sopralluogo su uno dei siti inquinati, non molto lontano dal capoluogo pugliese, oggetto di pregresse attività d’indagine a cura del Reparto Navale, in sinergia operativa con i reparti territoriali dipendenti dal Comando Provinciale di Bari. Quindi il 109 giallo verde ha eseguito una ricognizione sul mare, come si può vedere nella galleria fotografica, per visionare l’attività di una moderna vedetta costiera classe “2000”, impiegata con il supporto di personale specializzato subacqueo del Nucleo Sommozzatori della sede di Bari. L’elicottero ha sorvolato a bassissima quota la zona marina al largo del quartiere Fesca alla periferia nord di Bari, dove, tra l’altro, è presente lo scarico sottomarino di una condotta collegata ai depuratori di acque reflue urbane di Bari ovest e Bitonto, segnalato da una boa lampeggiante gialla.
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