Rimuovere l’eternit dai tetti e al suo posto installare pannelli solari. Una magia. Una magia etica di risanamento ambientale che è possibile grazie alla campagna “Eternit Free” di Legambiente e AzzeroCO2, una società di consulenza ambientale che, come dichiarato già nel nome, punta ad offrire ai propri clienti la possibilità di ridurre le emissioni ottimizzando i costi di gestione e le risorse a disposizione.
L’iniziativa prevede infatti la bonifica delle coperture in eternit sostituite da impianti fotovoltaici su capannoni agricoli ed industriali, sfruttando l’extra incentivo riconosciuto dal DM 6 Agosto 2010, a partire dal primo gennaio 2011. Il meccanismo in questa sua evidenza risulta essere così un’ottima occasione per attivare sul territorio un programma che, come sostengono i suoi promotori, coniughi la promozione delle fonti rinnovabili e la bonifica dell’amianto e determini una riduzione della bolletta energetica del territorio. In tal modo, si eliminano sostanze pericolose, si diffonde energia rinnovabile, si elimina un rischio per la salute della cittadinanza, ne traggono benefici diretti le aziende che ad esempio recuperano o addirittura incrementano il valore dell’immobile, e così ci si guadagna tutti anche sul lungo termine.
Tra le province che hanno già aderito Lecce, la prima a dare il via al progetto, Asti, Bari, Benevento, Bat (Barletta Andria Trani), Marsica, Roma, Rovigo, Torino, Trapani, Vercelli e, ultima acquisizione, la Regione Marche tutta che ha siglato l’accordo proprio sul finir di gennaio 2011. Nella sola Alessandria, epicentro del cosiddetto problema eternit, si stima la presenza di circa un milione e duecentomila metri quadri di amianto. Cento milioni di metri quadri il dato complessivo, ma ancora purtroppo parziale, emerso dai censimenti regionali, cui si sommano 600 mila metri cubi di amianto friabile per tutta Italia.
Secondo alcuni calcoli, la rimozione e lo smaltimento della copertura in eternit avrebbe un costo indicativo di circa 10-25 euro al metro quadro, cui si aggiungono altri 20-45 euro per la nuova copertura e sui 3.000 -3.400 euro per l’impianto fotovoltaico. Senza considerare poi i costi amministrativi e burocratici, dalle autorizzazioni ai permessi e agli obblighi di legge. Caso per caso, l’extra incentivo previsto per legge consente così, nel peggiore dei casi, la copertura di una parte dei costi; in media, però, l’operazione è a costo zero o addirittura può produrre un extra-valore economico, che nel caso di cessione del diritto di superficie, può trasformarsi in un canone di affitto per il cedente.
Così la Provincia sottoscrive la campagna, i Comuni la sostengono agevolando le pratiche autorizzative, Legambiente sensibilizza la popolazione e monitora il territorio, le associazioni di categoria coinvolgono le aziende e ai privati non resta che compilare la scheda dal sito http://www.azzeroco2.com/eternitfree. Seguirà sopralluogo, studio tecnico e di qui la decisione se andar avanti per proprio conto o se cedere il diritto di superficie ad AzzeroCO2 in cambio della sostituzione gratuita dell’eternit.



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