Sarà Bari ad ospitare la tavola rotonda de La città sostenibile: una sfida europea, in una Puglia che si sta interessando con impegno al tema della riqualificazione urbana. Recupero, sostenibilità ambientale, inclusione sociale, vivibilità, qualità dei servizi e delle infrastutture sono tra le priorità comuni per le città europee e non solo, a causa delle strette relazioni economiche e geopolitiche tra tutte le nazioni pianeta.
L’Unione Europea da tempo cerca di intervenire per operare una strategia a lungo termine orientata a creare politiche condivise e far fronte a problemi comuni. Alto rimane l’interesse verso la questione urbana: inquinamento dell’aria e acustico, cattiva edilizia e abbandono del territorio, produzione incontrollata di rifiuti e dissipazione delle risorse idriche sono tra le problematiche che affliggono le nostre città. Gli strumenti della Pianificazione Strategica intervengono in tal senso per favorire l’integrazione con la cittadinanza europea. Esempi di riconfigurazione dello spazio urbano si sono avuti a Barcellona, Lille, Bilbao ma anche a Torino e Firenze. Tuttavia il percorso è ancora impervio: a livello nazionale e locale il tema della politica urbana manca di un piano programmatico di sviluppo, ormai necessario per soddisfare gli obiettivi della Strategia Europa 2020.

Tra le città più sensibili al tema della riqualificazione urbana va annoverata la stessa città di Bari: il capoluogo e la regione hanno affrontato tale obiettivo attraverso l’adozione dei Piani strategici di area vasta. Questi strumenti creano una programmazione integrata e multidisciplinare per lo sviluppo dei territori, operando sulla base di partenariati. La Pianificazione muove, quindi, a creare modelli di governo condivisi per integrare i fattori principali tesi allo sviluppo del territorio (ambientale, economico, sociale e culturale).
E per favorire uno sviluppo coordinato nasce nel 2006 la Metropoli Terra di Bari: 31 Comuni insieme con la Provincia di Bari firmano un Protocollo d’Intesa per lavorare insieme verso la valorizzazione della “città mediterranea”. Infatti è peculiare della MTB la presenza di un corollario urbano di dimensioni medio-grandi, che la porta ai primi posti in Italia per numero di comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti e ne fa l’area più popolosa dell’Adriatico.
L’idea di creare un “policentrismo metropolitano” è insita nella struttura stessa di quest’area: già in passato le città della Metropoli risultavano disposte lungo tre “file”, che rimangono presenti tutt’oggi. Le “file” costiera, sub-costiera e pede-murgiana si prestano ad una continuità verso l’integrazione rispettivamente tra attività peschiere e di scambio commerciale, intermediazione con il settore terziario, produzione di risorse primarie. L’idea della MTB muove proprio verso il potenziamento di questa strutturazione pressocchè naturale del territorio.
A 24 mesi dallo start-up del Piano Strategico si è giunti alla redazione della Visione del Piano Strategico, a 20 Programmazioni pluriennali partecipate sui 5 vettori della Pianificazione (Ambiente, Mobilità, Cultura, Economia, Sociale) e ad un parco progetti composto da più di 650 studi di fattibilità.
La Città di Bari intanto guarda agli obiettivi successivi da realizzare, in particolare verso il potenziamento della mobilità sostenibile: incrementare l’uso del trasporto pubblico, dei park&ride e la sicurezza degli spostamenti con l’auto, con conseguente riduzione delle emissioni inquinanti; diffondere la mobilità su bicicletta e la maggiore integrazione tra i mezzi di trasporto con il biglietto unico per autobus e treni metropolitani e urbani; introdurre nuovi mezzi pubblici alimentati ad idrogeno e/o elettrici. Il nuovo assetto della mobilità interna farà eco al rafforzamento delle grandi infrastrutture: aeroporto, porto, rete autostradale e rete viaria statale e provinciale.
Una Bari ambiziosa, dunque. Ma anche una Bari protagonista proprio in questi giorni delle pagine di cronaca a causa del contenzioso di Punta Perotti. Da emblema della buona politica la città vedrà la questione ambientale sottomessa dalle politiche aziendali? Insomma: si tornerà a costruire laddove si è riusciti a creare un cuore verde nella città?

Commenta con Ambiente&Ambienti la vicenda l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Bari, Elio Sannicandro: «Come Comune di Bari, ci affidiamo al vincolo paesaggistico sotto il quale è sottoposta l’area: la possibilità di tornare a costruire si profila, quindi, piuttosto remota. Confidiamo, inoltre, nella realizzazione di un accordo di programmazione che parta in primo luogo dall’interesse pubblico. L’obiettivo è quello di agire con la disponibilità congiunta dei privati e spostare la planimetria all’interno di altre aree. Speriamo che stavolta siano i privati a venire incontro al Comune e non viceversa».
E tracciando un bilancio dello status quo: «Tanto resta ancora da fare per la città: – commenta Sannicandro – qualcosa perlomeno è cambiato nel modello di approccio al territorio. Possiamo dire di essere a buon punto nella riqualificazione urbana ma il lavoro, all’atto pratico, è ancora lungo. Tra le priorità dell’amministrazione vi è senz’altro, oltre all’incremento della mobilità, la ricucitura delle periferie che si affianca al potenziamento dei servizi urbani. É la somma di tutti questi fattori a stabilire l’indice della coesione sociale e di una città più vivibile».
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