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Elevati impatti ambientali sul fronte della produzione agricola? Ebbene sì, tanto da poter affermare che l’, solo in questo campo, arriva a costituire il 30% del totale dell’inquinamento che affligge l’Europa. Sulla base di tali presupposti si è sviluppata l’etichetta ambientale , sempre su certificazione ISO 14025. Si tratta di un’analisi mirata e oggettiva dei carichi energetici e ambientali impegnati nella produzione agricola. LCA, ovvero , letteralmente “valutazione del ciclo della vita” di un prodotto; nel caso in questione, di un prodotto del settore . La Puglia in questo settore vanta ricerche molto significative, tanto che per la prima volta in Italia, a Bari, si è tenuta in questi giorni la 7^ edizione della conferenza internazionale LCAFOOD2010, sul Life Cycle Assessment nel settore agroalimentare.

impianto per la lavorazione dei pomodori

impianto per la lavorazione dei pomodori

La rete italiana LCA ha scelto di ampliare le conoscenze relative alla metodologia di LCA applicata al settore alimentare e di diffonderne l’impiego al fine di raggiungere miglioramenti ambientali nelle filiere agro-industriali. La valutazione include l’intero ciclo di vita del processo (o del prodotto o dell’attività), comprendendo l’estrazione e il trattamento delle materie prime, la fabbricazione, il trasporto, la distribuzione, l’uso, il riuso, il riciclo e lo smaltimento finale. Prima di tutto è stata realizzata una mappatura degli studi italiani di Food LCA. Molte le adesioni alla mappatura: il dipartimento di Ingegneria e Fisica dell’Ambiente dell’Università della Basilicata; il dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento (LCA di prodotti a ridotto impatto ambientale e analisi LCA di filiere per la produzione di energia da fonti rinnovabili); ovviamente la II facoltà di Economia di Taranto dell’Università degli studi di Bari (progetto che riguarda le strategie per il riuso produttivo di acque reflue municipali). Tra le aziende, peraltro in qualità di sponsor, anche srl, società di ingegneria e consulenza in materia di ambiente, che già nel 2004 ha applicato l’LCA alla produzione florovivaistica. Il progetto , questo il nome dell’analisi condotta da Eco-logica, ha, infatti, portato alla definizione del marchio ecologico locale Ecoflower  nell’ambito del progetto – e alla Dichiarazione Ambientale di prodotto per i fiori di Terlizzi. Il progetto è nato per  per ridurre l’impatto ambientale delle produzioni floricole e più in generale di tutte le coltivazioni in serra, mediante una strategia integrata alle fasi di produzione, distribuzione, consumo e trattamento al termine del ciclo di vita del prodotto.

veduta di un campo di carciofi a Mola di Bari (BA)

veduta di un campo di carciofi a Mola di Bari (BA)

Scritto da: Francesca Di Tommaso

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