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Se la coperta è stretta

I fondi che l’UE ha destinato ad interventi per il miglioramento qualitativo degli edifici scolastici e per un approccio significativo alle energie rinnovabili non risolvono la divisione di competenze tra Comuni, Province e scuole nelle scelte strategiche. Eppure l’obiettivo di edifici rispettosi dell’ambiente e attenti ai bisogni degli utenti non è affatto irraggiungibile.

Dunque stanno cambiando le regole del gioco nella scuola italiana? La governance del sistema scolastico pugliese, e italiano più in generale, è a una svolta? Sembrerebbe proprio di sì, a guardare i programmi comunitari e non che da qualche anno stanno mettendo a disposizione degli istituti scolastici una serie di fondi dell’ UE e che in queste settimane sono a un giro di boa.

studenti all'uscita da un liceo

A Bari e a Lecce, in questi giorni gli assessori alla Pubblica istruzione dei comuni e delle province si confrontano con le istituzioni scolastiche sulla possibilità che scuole statali ed Enti locali utilizzino rispettivamente 220 e 20 milioni di euro per interventi straordinari sugli edifici scolastici statali per il triennio 2010-2013, ma anche per interventi riguardanti l’impiego di energie rinnovabili e di risparmio energetico; questo sarà possibile grazie a un accordo tra il Ministero dell’Istruzione e quello dell’Ambiente (il testo completo dell’Avviso è consultabile agli indirizzi htpp:/archivio.pubblica.istruzione.it/fondistrutturali/default2007.shtmlwww.minambiente.it). Insomma starebbe per prendere corpo una sinergia tra ministeri (che insieme firmano un accordo a favore delle scuole) tra gli enti locali e le scuole, per il miglioramento della qualità degli edifici, e infine tra studenti e istituzioni scolastiche nell’impegno comune di “vivere sul campo” le tematiche ambientali.

disabile alle prese con le barriere architettoniche

Le risorse economiche messe in campo arrivano grazie al PON (Programma Operativo nazionale) “Ambienti per l’apprendimento” e al POI (Programma Operativo Interregionale) “Energie rinnovabili e risparmio energetico”; si tratta di strumenti con cui l’UE finanzia interventi aggiuntivi e/o migliorativi nelle scuole. Questi in particolare sono tesi a perfezionare il sistema di “agibilità” della scuola a tutti i livelli: così potranno venire finanziati, per esempio, interventi per la messa in sicurezza e a norma, per l’abbattimento delle barriere architettoniche, per l’”attrattività” – recita la circolare diffusa nelle scuole- degli edifici (cioè impianti di climatizzazione, bagni, ecc.), la realizzazione di attrezzature sportive; obbligatoria sarà la realizzazione a norma degli impianti elettrici. Alla Puglia andranno 53milioni108mila euro grazie al PON FESR; il (che prevede interventi, tra gli altri, di isolamento termico e/o acustico e miglioramento dell’utilizzo del fotovoltaico) distribuirà 20 milioni alle 4 regioni dell’Obiettivo Convergenza (Puglia, Campania, Calabria, Sicilia).

Lavori di abbattimento delle barriere architettoniche in una scuola pubblica

lavori di abbattimento delle barriere architettoniche in una scuola pubblica

Come funzionerà la distribuzione dei soldi? Entro il 31 ottobre le scuole presenteranno, in collaborazione col Comune (se scuola primaria) o Provincia (se la scuola è secondaria) la propria candidatura a effettuare gli interventi migliorativi attraverso una proposta di massima i cui costi verranno valutati dal sistema informativo presso il MIUR. Poi un pool di rappresentanti dell’Ufficio Scolastico Regionale, Ministero dell’Ambiente, UPI e ANCI, farà la selezione delle scuole ammesse ai finanziamenti. Non saranno accettate richieste per interventi di eccellenza su scuole fatiscenti o che non abbiano il certificato di staticità. Insomma, i soldi non serviranno per sanare situazioni di “ordinaria criticità” degli edifici ma solo interventi migliorativi. Finora oltre 100 scuole hanno già presentato la loro candidatura.

Sembra, a una prima lettura, che finalmente le scuole pugliesi vivranno una nuova primavera, ma le cose non stanno proprio così. Anzitutto manca un’anagrafe edilizia nazionale delle scuole, quindi non si potrà valutare con la dovuta serenità la priorità degli interventi, anche perché la prima scrematura delle scuole ammesse ai finanziamenti non prevede l’esame del progetto definitivo (quindi non sarà possibile valutare la qualità degli interventi). Inoltre, gli oltre 53 milioni destinati alle scuole, se”spalmati” su tutti gli istituti, significherebbero solo 29mila euro a testa, se invece a prevalere sarà il criterio del massimale, solo 21 scuole se ne avvantaggerebbero. Inoltre sul POI Energia da Roma sono categorici: complessivamente, vista l’esiguità della somma a disposizione potranno essere finanziati non più di 4 progetti- però altamente significativi ed emblematici – in tutta la regione, come già sono stati realizzati in Piemonte, Toscana e Friuli..

Alba Sasso - Assessore diritto allo studio e alla formazione della Regione Puglia

- Assessore diritto allo studio e alla formazione della Regione Puglia

Tante le domande: a chi verrà affidata la progettazione degli interventi? Agli enti locali o alle scuole con ricorso a esperti esterni? Comuni e Province sceglieranno in base alla qualità dell’intervento o in base a«necessità e urgenza», come si è detto nell’incontro barese? E ancora: in fase di progettazione, sarà la Provincia o il Comune a sobbarcarsi l’onere? Perché non affidare tutte le risorse agli Enti locali invece di affidare i soldi del PON alle scuole e quelli del POI Energia agli Enti locali? Sarà il Comune a selezionare le candidature da mandare al MIUR o l’Ente trasmetterà soltanto queste ultime?

L’assessore regionale all’Istruzione Alba Sasso ha proposto a riguardo una sorta di conferenza di servizio da realizzarsi in ogni provincia con le scuole, per cominciare già a vedere le priorità: ma forse questo metodo, pur se rispettoso dello spirito doveroso di compartecipazione alle scelte significative di una società, allungherebbe indefinitamente i tempi e creerebbe tante piccole faide locali sulla base del leit-motiv “Forse la mia scuola vale meno delle altre? Anche da noi c’è bisogno!”

Un po’ di luce finalmente, quindi, da questi PON E POI Energia, per le nostre scuole, ma attenti a evitare che prevalgano le ombre della confusione del chi fa cosa. Perché, a guardare bene, questo non si è ancora capito.

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  1. [...] (Pon) “Ambienti per l’apprendimento” e per il Programma operativo interregionale (Poin) “Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico” ‎ relativi al triennio 2010-2013. La nuova scadenza è stata fissata al 15 novembre 2010 per [...]

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