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Taranto: a settembre parte la bonifica del quartiere Tamburi

Rione Tamburi, Taranto: uno dei quartieri più inquinati del Paese, a partire da settembre, vedrà l’inizio dei lavori di bonifica, interventi urgenti sul suolo superficiale si rendono quindi necessari, onde evitare il rischio di contaminazione per la popolazione.

 

, : uno dei quartieri più inquinati del Paese, a partire da settembre, vedrà l’inizio dei lavori di , interventi urgenti sul suolo superficiale si rendono quindi necessari, onde evitare il rischio di contaminazione per la popolazione.

<p>Taranto - i funmi dell'ILVA sulla città </p>

Taranto - i fumi dell' sulla città

Il 26 maggio scorso, l’area è stata denominata ufficialmente ‘inquinata’. Parliamo di , presente in un quarto dei campionamenti fatti: un metallo pesante che nel suolo del quartiere supera del 30-40% (a seconda delle zone) il valore minimo preso in esame nell’ –effettuata fino a 5 metri di profondità su 75 ettari di strade asfaltate e non- e che si è resa necessaria dopo i risultati della caratterizzazione. Ma il 26 maggio, come ha fatto sapere la Direzione Urbanistica del Comune di Taranto, e il professor Notarnicola parlando del progetto dell’intervento di bonifica, è sì il giorno in cui si sono resi ufficiali i risultati della caratterizzazione, ma già da ottobre la contaminazione del suolo dei Tamburi era un ‘argomento’ di cui il Comune era a conoscenza. Infatti lo scorso settembre è stata sospesa l’attuazione del progetto di riqualificazione urbana redatto dall’ATI – DAM (Progetti e Ricerche), Studio Cirillo, Studio Silva e Techin s.r.l., con la consulenza ambientale dell’ing. Tommaso Farenga, redattore anche del piano di caratterizzazione le cui indagini sono state completate in questi giorni.

<p>Taranto - il mar Piccolo, sullo sfondo i fumi dell'ILVA</p>

Taranto - il mar Piccolo

Ad oggi l’Amministrazione dichiara di andare avanti per ‘certezze’, seguendo un dialogo fra le parti istituzionali e tecnico-scientifiche, così da dare risposte certe e doverose alla città intera. L’architetto Romandini, responsabile del Progetto di Programma di Risanamento del quartiere Tamburi, ha spiegato che la riqualificazione urbana “ha mostrato il superamento dei valori e si è deciso di sospendere il progetto per procedere con l’attività di caratterizzazione e l’Analisi di rischio. Il tutto cercando di non perdere i circa 3 milioni e  800 mila euro più  4 milioni di euro, fondi sospesi per la bonifica”.

<p>Taranto vecchia</p>

Taranto vecchia

Alla Regione e al Ministero è stata infatti fatta richiesta di utilizzare questi fondi destinati alla riqualificazione per l’eventuale bonifica del quartiere. Ottenuto l’assenso, in ‘tempi da record’ è stato prodotto il progetto e la gara per l’affidamento dei lavori di caratterizzazione. La gara per la bonifica è stata avviata ed entro fine giugno i lavori saranno aggiudicati. L’architetto La Gioia, direttore dei lavori della caratterizzazione, ha annunciato che l’azione  interesserà l’area di via Galeso, via Orsini e via Macchiavelli.

<p>Taranto - l'ILVA sullo sfondo</p>

Taranto - quartiere periferico

Trenta centimetri di terra verranno rimossi e ritrattati per un possibile riutilizzo o ritenuti materiale di scarto, un cantiere mobile si sposterà durante gli interventi che procederanno a macchia di leopardo: 30 mila metri cubi di terreno è la quantità ritenuta idonea per evitare percorsi di esposizione possibili -per ingerimento accidentale e per contatto epidermico,  che verranno sostituiti disattivando la possibilità di contatto dell’inquinante con il ricettore (il cittadino). Anche la falda (da 1 a 5 metri di profondità) è stata analizzata, mostrando la presenza di tricloro metano. Il rischio in questo caso è ‘solo’ ambientale e non sanitario. L’intervento nel quartiere Tamburi è stato quindi, in assenza di sufficienti fondi, diviso in due lotti: prima il suolo e poi la falda. Altre indagini per quest’ultima, non c’è da stupirsene, si ritengono necessarie.

 

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2 comments
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  1. I fondi sospesi per la bonifica, per un totale di 7.800.000,00 Euro, come si legge tra le righe, sono comunque soldi provenienti dalla comunità, quindi dal sudore e dai sacrifici di lavoratori e pensionati. Questo ennesimo, immenso danno al Quartiere Tamburi e ai suoi abitanti avrebbero dovuto pagarlo l’ILVA e e le altre industrie inquinanti della città, nonchè i responsabili del ritardo nell’identificazione di questo delitto. Devo sottolineare che l’inalazione di quantità anche minime di berillio sotto forma di polvere o vapore provoca la berilliosi. La berillosi detta anche granulomatosi da berillio, è provocata dall’inalazione di fumi o polveri di berillio o di composti del berillio. La forma cronica della berillosi è caratterizzata da insufficienza respiratoria con tosse e cianosi. Questo gravissimo disastro ambientale non si risolve con una semplice “lavata di faccia”, come il Comune di Taranto pensa di fare, ma dovrebbe scendere in campo il sindaco in prima persona, primo responsabile della salute pubblica, non solo informando tutti i cittadini di Taranto sui rischi che corrono e promuovendo il monitoraggio dei residenti del Quartiere Tamburi, ma anche richiedendo ai tecnici una precisa e inequivocabile documentazione, che stabilisca da quanto tempo lo stesso quartiere è contaminato da questo micidiale metallo, così da quantificare il corposo risarcimento dei danni da richiedere all’ILVA e, eventualmente alle altre industrie responsabili del disastro.

  2. Come posso fare a sapere le ditte che interverranno?
    Grazie

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