Ecomafie, Puglia al quarto posto. Il rapporto di Legambiente

Le documentazioni di solito contengono numeri che pochi sono capaci di decifrare. Ma i pensieri … Continua a leggere

Le documentazioni di solito contengono numeri che pochi sono capaci di decifrare.

<p>sigillo di una preziosa pergamena trafugata</p>
sigillo di una preziosa pergamena trafugata

Ma i pensieri di uno scrittore poeta sono universali e comprensibili da chiunque. È , nella prefazione del dossier Ecomafia 2010, realizzato dall’Osservatorio sulla legalità di e appena presentato anche a Bari, a far percepire in poche parole l’emergenza che vive il Paese, senza preoccuparsi, come sempre, dell’immagine che ne viene fuori. «Quando metterete lo sguardo su questo dossier – scrive Saviano – nonostante tutto il chiasso che vi circonda, sentirete soprattutto silenzio. E tutto quello che leggerete vi arriverà direttamente allo stomaco».

<p>bidoni di olio inerte abbandonati</p>
bidoni di olio inerte abbandonati

Saviano solleva nella prefazione anche un’altra questione importante, che riguarda la cosiddetta ” in Campania. Fa notare come cambi la prospettiva del problema una volta letto il rapporto. Quella che hanno voluto far credere fosse finita – l’emergenza – è stata solo sotterrata, così come i che l’hanno causata.
Nonostante la crisi economica, nel 2009 il fatturato delle ha raggiunto livelli record, superando i 20,5 miliardi di euro. Sono cresciuti anche i reati contro l’ambiente, 28.586, quasi 80 al giorno, più di 3 ogni ora. È definitivamente mutata la geografia della criminalità ambientale che ha assunto un carattere globale e ha esteso i suoi tentacoli all’Africa e al sud est asiatico.
Oltre alle ormai consuete attività criminali (rifiuti, cemento, racket degli animali, truffe alimentari, beni culturali, agromafia), Ecomafia 2010 racconta anche la grande truffa del , con cui sono stati costruiti ospedali, scuole, viadotti, gallerie e case, con enormi rischi per l’incolumità delle persone. L’edizione di quest’anno si concentra anche sulle attività illegali nei settori dell’, dei mercati ortofrutticoli e dei centri commerciali.

<p>Francesco Tarantini presidente Legambiente Puglia</p>
presidente Legambiente Puglia

A Bari i dati pugliesi del Rapporto Ecomafia 2010 sono stati presentati in conferenza stampa  da Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia, alla presenza di , Assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia. I dati che emergono dal rapporto sulla criminalità ambientale circoscritti alla Puglia sono allarmanti, anche se il presidente Tarantini  preferisce leggerli in chiave positiva: «Se nella classifica generale dell’illegalità ambientale 2009 in Italia, la Puglia si mantiene al quarto posto – spiega – con 2.674 infrazioni accertate, 2.211 persone denunciate, 15 arrestate e 1.614 sequestri effettuati (per cui si “aggiudica” il secondo posto), significa che i controlli si sono accentuati e che quindi il contrasto alle ecomafie è sempre più attivo».

<p>Carabinieri subacquei</p>
Carabinieri subacquei

«I numeri confermano – continua il Presidente – la risposta efficace alle aggressioni ambientali data dalle forze dell’ordine e dalla magistratura contro chi pensa di lucrare a danno della salute dei cittadini e del territorio. A questo si aggiunge che la Puglia è l’unica regione in Italia che ha promosso un accordo di programma finalizzato a creare una sinergia fra le forze dell’ordine, e per rafforzare e potenziare l’attività di controllo e monitoraggio del territorio attraverso mezzi tecnologicamente avanzati per contrastare la criminalità ambientale».

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