Lo sviluppo di un Paese dipende dalla disponibilità di energia. In relazione a questo dato varia anche la qualità della vita dei propri cittadini. Per una società avanzate come la nostra è addirittura vitale.

Per questo motivo, nonostante lo stato di profonda crisi in cui il mondo intero versa in questo momento, la domanda di energia è sempre crescente. Tanto da giustificare la volontà del Governo Berlusconi di un ritorno al nucleare e di avviare la ricerca di petrolio nei nostri fondali marini. Mentre regioni come la Puglia sono avviate verso la produzione di energia sostenibile, con la messa in opera di parchi eolici offshore o fotovoltaici, per esempio. Il nucleare pone, però il problema dello smaltimento delle scorie radioattive.
Mentre per ottenere energia elettrica solo da impianti eolici, bisognerebbe avere qualche migliaio di impianti. Quanto al petrolio, quello presente in Adriatico è di scarsa qualità, e i costi per la raffinazione sarebbero troppo alti. Ma fermiamoci un attimo a pensare se India e Cina volessero raggiungere lo stesso standard energetico di un cittadino americano: significherebbe creare un mondo con altri otto Stati Uniti e moltiplicare per tre le attuali emissioni di CO2.
Una delle poche strategie sensate, oramai, sembra proprio essere quella dell’approccio multilaterale: efficienza e risparmio, fonti rinnovabili e energia nucleare, mobilità sostenibile e auto elettrica, fino alla «green economy». È necessario quindi trovare un compromesso, lasciando da parte le ideologie e valutare concretamente costi e benefici di ogni singola soluzione, senza dimenticare la salvaguardia dell’ambiente. Di tutto questo e altro si parla nel corso della terza edizione di L’energia spiegata - Festival dell’Energia.

Una iniziativa promossa e organizzata da Aris, in partnership con Assoelettrica e in collaborazione con Regione Puglia, Provincia e Comune di Lecce e Università del Salento. Dal 20 al 23 maggio, Lecce diventa crocevia di politici, imprese, scienziati, divulgatori, esperti ed esponenti del mondo della cultura che si interrogano su un tema centrale: quale energia serve al Paese? Attraverso un linguaggio accessibile e interessante per il grande pubblico il settore energetico nazionale è sottoposto all’analisi e al vaglio degli esperti. Più di cinquanta gli appuntamenti, suddivisi nei quattro giorni in tre percorsi distinti: scenari, visioni e contaminazioni. Spazi aperti a workshop, tavole rotonde e appuntamenti istituzionali.
Attività più ricreative e didattiche come mostre, spettacoli, rassegne cinematografiche e giochi scientifici completano la rassegna, iniziative rivolte a un pubblico giovane, con l’obiettivo di avvicinare sempre di più i ragazzi al mondo dell’energia. Conferenza stampa di presentazione della manifestazione al Rettorato dell’Università del Salento alla presenza del magnifico rettore Domenico Laforgia. Interventi di Alessandro Beulcke, presidente di Aris, Agenzia di Ricerche Informazione e Società, Loredana Capone, vicepresidente della Regione Puglia, Antonio Gabellone, Presidente della Provincia di Lecce, Paolo Perrone, Sindaco di Lecce. Oltre cento gli ospiti. Appuntamento ai Chiostri Teatini, alla Corte dei Cicala, all’Università del Salento e al Castello Carlo V. Tre le grandi sezioni del Festival: Scenari, che raggruppa workshop e tavole rotonde «istituzionali» dedicati al panorama economico, tecnologico e ambientale in ambito energetico; Visioni, la sezione divulgativa che comprende le presentazioni di libri, i talk show e gli spazi di approfondimento; Contaminazioni, con mostre, spettacoli, rassegne cinematografiche e attività dedicate alle scuole.





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