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A caccia di energia. Anche nucleare

Al Festival dell’energia di Lecce il presidente di Assoelettrica Giuliano Zuccoli sostiene la necessità di ricorrere al nucleare per integrare una produzione di energia dalle fonti rinnovabili ancora troppo costosa.

Non ha dubbi il Presidente di : «L’energia rappresenta una scelta ineludibile ove si voglia concretamente promuovere un contenimento dei costi di generazione e della volatilità dei prezzi del chilowattora, consentendo anche un drastico contenimento delle emissioni di anidride carbonica. Allo stesso tempo la costruzione di nuovi impianti nucleari costituirà una formidabile occasione di crescita e di sviluppo per l’industria e quindi per l’economia del Paese. Un’occasione da non perdere, come dimostra la grande attenzione e le forti aspettative nei confronti dei programmi finora ipotizzati e la volontà di partecipazione alle future realizzazioni, finora manifestata da grandi, medie e piccole imprese di svariati settori manifatturieri».

<p>L'energia spiegata - Festival dell'energia- il logo della terza edizione</p>

L'energia spiegata - Festival dell'energia- il logo della terza edizione

Ma il rilancio del nucleare non dovrà andare contro lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, destinate a costituire – ma negli anni a venire -  una voce importante della produzione italiana. Lo ha detto all’inaugurazione del terzo Festival dell’Energia di Lecce, che mette in vetrina tutte le più interessanti idee prodotte a proposito innovazione in campo energetico.   

Giuliano Zuccoli, presidente Assoelettrica

Giuliano Zuccoli, presidente Assoelettrica

Dunque un’apertura a , e ,che nel 2009 hanno fornito il 23% della produzione di energia,  ma con una certa cautela, perché, ha detto il presidente di Assoelettrica, le rinnovabili costano ancora troppo e il loro peso nella bolletta è ancora troppo alto.   E per tenere sotto controllo la spesa degli italiani per l’energia, Zuccoli propone un “mix paritetico” tra carbone, gas, energia nucleare e fonti rinnovabili, in sintonia col Governo: ma anche qui con una doverosa precisazione: « Gli operatori del settore, necessitano di un quadro normativo  e regolamentare certo, stabile e coerente, che fornisca le opportune salvaguardie anche rispetto a revisioni delle attuali decisioni che dovessero malauguratamente intervenire in futuro».

Le assicurazioni da parte del Governo sono, poi, tanto più necessare quanto più si prendono in considerazione i dati che  Zuccoli ha riportato a proposito del comparto elettrico, forte di notevoli investimenti effettuati per sostituire in toto il parco di generazione e, quindi, migliorare l’efficienza media degli impianti, passata dal 40% di dieci anni fa a più del 50% di oggi: « valore,- ha detto -  tra i più elevati al mondo e che ha consentito un drastico contenimento delle emissioni di anidride carbonica». Ma questo, ai fini della riduzione di emissioni inquinanti, non basta, così come non basta il fatto che il nostro sia uno dei sistemi industriali con la più bassa intensità energetica. «Continuiamo a essere gravati dall’onere di acquisire permessi d’emissione sul mercato europeo, proprio da quei Paesi che, avendo saputo amministrare meglio di noi il proprio peso politico a Bruxelles al fine di ottenere condizioni di favore, vantano oggi un congruo quanto immeritato credito – ha detto polemicamente Zuccoli- . In questo contesto appare molto  positiva la recente sollecitazione del Senato al Governo di chiedere formalmente il riesame della strategia 20-20-20 assunta a livello europeo, al fine di individuare interventi e opzioni alternative. Come da molti affermato per quanti sforzi l’Europa possa compiere in direzione di una mitigazione dei cambiamenti climatici, a ben poco essi potranno servire senza il pieno ed efficace coinvolgimento degli Stati Uniti e dei grandi Paesi in via di sviluppo, dalla Cina all’India, dal Brasile al Sud-Est asiatico».

centrale elettrica

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2 comments
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  1. Come sempre, chi ha forti interessi nel settore che promuove, si “dimentica” di citare particolari importanti. Si può chiedere all’oste se è buono il suo vino?
    1) Per costruire una centrale nucleare ci vogliono circa 10 anni e se per quell’epoca non avremo ancora sviluppato decentemente gli impianti da fonti rinnovabili, allora sarà la fine sul serio; 2) l’uranio che serve per produrre energia, è sempre più scarso in natura e i suoi costi ovviamente sono in continuo aumento; 3) per raffreddare l’impianto di una centrale nucleare occorrono enormi quantitativi di acqua (è per questo che si costruiscono questi mostri vicino a corsi d’acqua) con le conseguenze nefaste che questo comporta; 4) possiamo discutere ancora per anni ma rimane il fatto che il problema delle scorie è rimasto irrisolto e forse è buona cosa ricordare che le scorie dell’uranio dimezzano la loro potenzialità radioattiva in circa 4,5 miliardi di anni.
    Se le fonti rinnovabili “costano” ancora molto è solo perchè i nostri governanti, avendo già fatto accordi con aziende del petrolio e del nucleare, fanno di tutto per boicottarle. La cosa triste è che c’è ancora un sacco di gente che ci crede…

  2. Abbiamo intenzione di continuare a discutere su questo argomento, che sta riempiendo le giornate del Festival dell’energia di Lecce. Altri articoli che Ambient&Ambienti sta pubblicando, rendono conto di questo dibattito, su cui aspettiamo il contributo operativo tuo e di molti altri. Non vogliamo lasciar cadere nel vuoto la riflessione sul nucleare.

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