Ritorno al nucleare

Al vaglio del Consiglio dei ministri il decreto legislativo per localizzare i siti dove sorgeranno le centrali nucleari e di stoccaggio delle scorie. Continua a leggere

Il ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, porta oggi in Consiglio dei ministri il decreto legislativo per la localizzazione dei siti dove sorgeranno le e di .

centrale nucleare
centrale

Il ministro, quindi,  darà mandato all’ a definire le zone prescelte. Quest’ultima deciderà quali aree interessare in base ai criteri internazionali dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aeia) e dell’.  Le zone interessate devono rientrare nei parametri minimi dal punto di vista della sismicità e della stabilità idrogeologica (rischio di alluvioni e frane). L’Agenzia farà anche valutazioni tecniche strategiche e ambientali come per esempio la necessità di grandi quantitativi di acqua. Individuati quindi i siti all’interno delle aree selezionate questi saranno sottoposti a una Conferenza Unificata Stato, Regioni, Province e Comuni.

bidone per lo stoccaggio di scorie radioattive
bidone per lo stoccaggio di scorie radioattive

Per convincere gli enti locali, Scajola ha pensato a una ricompensa: un contributo una tantum nel corso della costruzione dell’impianto. 30 milioni di euro per reattore, in pratica 6 milioni all’anno divisi tra imprese, comune ospite e, in proporzioni decrescenti, comuni limitrofi. Sgravi fiscali sono previsti per i cittadini. Le centrali, infine, pagheranno 13 milioni di ICI l’anno, per tutta la durata del reattore, cioè 60 anni. La mira del governo è quella di aprire quattro cantieri entro il 2020 e poi altri quattro o sei, a seconda della grandezza, per raggiungere l’obiettivo di 13 mila Mw pari a un quarto del fabbisogno nazionale. I cinque siti che rispondono alle caratteristiche citate potrebbero essere , , , e . La Puglia non ha aspet­tato di sapere se c’era o no in quell’elenco, e con legge regio­nale dello scorso 4 dicembre ha stabilito che “il territorio è precluso all’installazione di im­pianti di produzione di ener­gia elettrica nucleare, di fabbri­cazione del combustibile nucle­are, di stoccaggio del combusti­bile irraggiato e dei rifiuti ra­dioattivi, nonché di depositi di materiali e ”. Dunque, niente nucleare dal­l’inizio alla fine del ciclo. C’è un però, che l’Agenzia per la sicurezza nucleare non è stata ancora istituita, doveva esserci prima del decreto sulla localizzazione. La protesta di Verdi, Legambiente e PD non si è fatta attendere perché, tra l’altro, convinti che la lista dei siti nucleari è stata già stilata ma il ministro la renderà nota solo dopo le elezioni amministrative di marzo, per evitare ripercussioni sul voto.

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