Presto le emergenze maltempo, sul Gargano, si combatteranno in tempo reale. Tutto grazie ad un dispositivo di rilevazione delle criticità attivo h24, un progetto innovativo e all’avanguardia presentato a Vieste, con il nome di “GarganoLab”, ovvero un sistema alert collegato ad una rete di sensori capaci di rilevare il superamento della soglia critica delle precipitazioni piovose. Un progetto presentato proprio mentre in varie regioni d’Italia vige l’allerta maltempo e numerose città sono sott’acqua. Proprio come lo era la Montagna del Sole, nei primi giorni di settembre. La cittadina garganica quindi, scrollato il fango della terribile alluvione di fine estate, si attiva affinché disgrazie di tale portata non accadano più, e presenta un progetto integrato per la gestione del territorio, il monitoraggio ambientale e l’allerta di emergenza.
La località Palude Mezzane (nella foto) è stata scelta perchè per la sua conformazione è soggetta a inondazioni e perchè molto abitata specialmente d’estateSMS che salvano – Il sistema – che genera un servizio di sms rivolto alla popolazione, che in questo modo riuscirà tempestivamente a mettersi in salvo in caso di pericolo – è promosso dal Consorzio di Bonifica Montana e del Gargano e realizzato da istituti di ricerca pugliesi per la protezione idrogeologica (Staer Sistemi, W-Enterprise, Gem Itc e Cnr-Irpi), grazie a fondi Fesr comunitari. I sensori saranno installati in località Palude Mezzane, a circa cinque chilometri dal centro abitato di Vieste. Si tratta di una zona che funge da “termometro”, rilevatore ideale per possibili calamità naturali a causa della sua posizione e particolare conformazione. Si tratta, infatti, di una zona soggetta a frequenti inondazioni perché si trova al di sotto del livello stradale e in caso di abbondanti piogge si allaga per le esondazioni del canale di Molinella, la cui idrovora non riesce a far defluire tutta l’acqua che scende dalla foresta. Le ultime gravi alluvioni che hanno interessato Palude Mezzane risalgono al marzo del 2010 e del 2011: in questa zona oggi vivono decine di famiglie, dopo il vero e proprio ‘boom del mattone’ avuto tra gli anni 70 e 80 con la costruzione di numerose case private, residence, camping, villaggi turistici, ristoranti e altre attività commerciali, queste ultime attive quasi esclusivamente nei mesi estivi.
Ingenti sono i danni economici, ambientali e in termini di vite umane, della bomba d’acqua che ha flagellato il Gargano lo scorso settembreAnche un allerta meteo – Il servizio di sms alert sarà attivo entro l’estate 2015. A questo primo step si aggiungeranno poi le email e la creazione di apposite app da scaricare sui telefoni cellulari. A corredo di tutto ciò, sarà attivato presto anche un servizio di allerta meteo che dialogherà con cittadini residenti e turisti attraverso i principali canali ‘social’, ovvero facebook e twitter. «Un’iniziativa che ribadisce l’attenzione dell’Ente per problematiche peculiari delle diverse aree comprensoriali – spiega il presidente del Consorzio, Giancarlo Frattarolo – a conclusione di un anno di attività particolarmente impegnative, realizzate sempre in stretto raccordo con la Regione Puglia, le Amministrazioni comunali garganiche e l’intera utenza consortile, il cui coinvolgimento è parte integrante in questo progetto per la realizzazione del sistema di allerta».
E Il Gargano fa la conta dei danni – Intanto, sulla terribile “bomba d’acqua” che ha flagellato e messo in ginocchio il Promontorio garganico, tanto sul versante orientale quanto su quello occidentale, proseguono a passo spedito le indagini dei Carabinieri e del Corpo Forestale dello Stato, coordinati dalla Procura di Foggia. In queste settimane, infatti, lo sperone d’Italia è stato passato letteralmente al setaccio da militari e forestali: solo in questo modo, infatti, sarà possibile procedere ad una effettiva una conta dei danni subìti, ingenti sia in termini di vite umane (con la morte del giovane allevatore Antonio Facenna e del pensionato 70enne Vincenzo Blenx), sia in termini economici, con canali e torrenti esondati, frane e smottamenti, che hanno causato danni ad abitazioni, strutture turistiche e vie di comunicazione, infliggendo anche un duro colpo al settore agricolo e zootecnico con perdite non ancora pienamente quantificate.


