Home Ambiente Storie di animali minacciati e salvati

Storie di animali minacciati e salvati

492
0
SHARE

Un bradipo trovato in uno scantinato a Milano dà alla luce un piccolo; una mostra a Padova ricorda i tanti animali minacciati a rischio estinzione

Animali minacciati dai comportamenti dell’uomo (eccessivo inquinamento, caccia, pesca selvaggia, distruzione dell’habitat naturale, divenuto teatro di molte attività umane); ma anche animali salvati grazie alla sensibilità di tanti volontari. Ecco due storie che meritano di essere raccontate

Storia di un bradipo
bradipo -animami minacciati
Il bradipo Wendi col suo piccolo nel Parco Natura viva diBussolengo (VR)

Wendy è di nuovo mamma. Il bradipo trovato nel 2010 in uno scantinato di Milano e affidato al Parco Natura Viva di Bussolengo (VR), ha mostrato inaspettatamente agli umani il suo terzo figlioletto. Un bradipino saldamente ancorato sulla sua pancia, tutto naso, pelo e artigli. Piccolissimo (non arriva a pesare mezzo chilo, è lungo circa 25 centimetri), il cucciolo resterà attaccato con la mamma tra i rami, imparerà ad arrampicarsi non senza aver mangiato e dormito a lungo, fino alla completa indipendenza.

E’ una bella storia che ha per protagonisti animali salvati («Wendy ha vissuto una situazione difficile e si è dovuta abituare pian piano a tornare a comportarsi secondo la propria natura, in un ambiente consono», spiega Caterina Spiezio, responsabile del settore ricerca e conservazione del Parco Natura Viva), e che diventa più significativa se si considera che i bradipi sono nella Lista Rossa delle specie a rischio di estinzione.

LEGGI ANCHE: ANIMALI DA RACCONTARE

Il bradipo va tutelato

Caratteristica di questo animale è la lentezza (percorre 16 cm. all’ora quando scende, molto raramente, dagli alberi), ma c’è una ragione: la lentezza è una strategia di sopravvivenza per il bradipo che, confuso tra la vegetazione tropicale di Centro e Sud America, riesce ad eludere anaconde, giaguari e rapaci. Quello a cui è sempre più difficile sottrarsi tuttavia, è l’azione dell’uomo: il Sudamerica è uno dei punti più colpiti dalla deforestazione, che converte interi ecosistemi in appezzamenti agricoli intensivi e vede gli animali minacciati della sopravvivenza.

Una mostra tra gorilla e ippopotami (che rischiamo di perdere)

Si chiama Estinzioni. Storie di animali minacciati dall’uomo, la bella mostra in programma all’ Orto Botanico di Padova dal  21 marzo al 26 giugno 2017. Protagonisti sono animali a grandezza naturale di terra, di mare e d’aria minacciati dai comportamenti dell’uomo: dall’eccessivo inquinamento alla caccia, dalla pesca selvaggia fino alla distruzione dell’habitat naturale, divenuto teatro (e spesso vittima) di molte attività umane.

Il progetto di ricerca

Estinzioni. Storie di animali minacciati dall’uomo è insieme un’installazione artistica e un percorso di conoscenza della natura. L’esposizione rappresenta, infatti, la conclusione di un progetto di ricerca nazionale, coordinato da Telmo Pievani – evoluzionista e divulgatore – e promosso dall’Università degli Studi di Padova, in collaborazione con il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, il MUSE- Museo delle Scienze di Trento e FEM2 di Milano Bicocca, finanziato dal MIUR. Questa mostra completa idealmente il percorso avviato con “Estinzioni. Storie di catastrofi e altre opportunità”, allestita al MUSE di Trento fino al 26 giugno, dedicata ai fenomeni delle estinzioni storiche.

«L’impoverimento degli ecosistemi causato dalle attività umane – precisa il professor Pievani – si aggrava di anno in anno e sta causando la cosiddetta Sesta Estinzione, cioè un’estinzione di massa della biodiversità paragonabile alle cinque grandi catastrofi che si sono intervallate nel passato geologico. L’estinzione riguarda tanto le piante quanto gli animali, legati le une agli altri da un destino comune. Il destino raccontato in questo progetto espositivo di sensibilizzazione verso la conservazione che si accompagna a una ricerca nazionale di mappatura e catalogazione dei tantissimi vertebrati estinti o minacciati presenti nelle ricchissime collezioni museali italiane».

L’arte per la conservazione degli animali

locandina Estinzioni. Storie di animali minacciati dall'uomoEstinzioni. Storie di animali minacciati dall’uomo è però anche un evento che mette insieme le sculture di Stefano Bombardieri, un artista che da diversi anni ha fatto proprio, con esiti di grande bellezza e forza, il tema della Natura minacciata e autore del ciclo The Faunal Countdown. In mostra 34 tra modelli a grandezza naturale realizzati ad hoc e animali tassidermizzati provenienti da musei e collezioni storiche della zona. A loro è affidato il “racconto “ dei vari ambienti naturali del pianeta minacciati dall’uomo ma anche irreparabilmente distrutti. E’ il caso della Tartaruga delle Galapagos, estinta nel 2012. Questi modelli di animali sono messi in relazione con il loro ambiente naturale, a volte in dialogo con la pianta di cui si nutrono; altri posti quasi in opposizione alla specie vegetale dalla cui coltivazione intensiva sono minacciati.

Le altre iniziative

Collateralmente a questa grande mostra – installazione, l’Orto Botanico attiva una serie di altri percorsi dedicati alla fotografia, illustrazione d’autore e didattica.
Si parte con una mostra sulla salvaguardia delle foreste, continuando con le illustrazioni d’autore di Sandro Cleuzo – brasiliano, character designer e animatore di fama internazionale, sugli animali della giungla, per finire con la due giorni di laboratori didattici il 25 e 26 marzo dedicati al racconto e alla scoperta delle specie animali. Una collaborazione che vede fianco a fianco l’Orto Botanico di Padova e il Parco Natura Viva, che si ripeterà a favore del pubblico anche dal 27 aprile al 1° maggio.
Estinzioni. Storie di animali minacciati dall’uomo aprirà il 21 marzo, ma è in programma il 20 marzo un’anteprima della mostra, aperta gratuitamente al pubblico con prenotazione obbligatoria dei posti

Informazioni: 049.8273939 / info@ortobotanicopd.it
Prenotazioni per l’anteprima gratuita: www.prenotazioniortobotanicopd.it/estinzioni

Print Friendly

LEAVE A REPLY