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Seclì, due aspetti poco chiari sulla Xylella Fastidiosa

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Seclì
Nella foto di Giorgio Greco un ulivo attaccato dalla Xylella fastidiosa e un mandorlo in fiore in un podere di Seclì (Lecce)

Seclì, Giorgio Greco segnala con una foto emblematica le perplessità sulla vera origine della Xylella fastidiosa

«Mi sposto tra le campagne di Seclì, in provincia di Lecce, e non posso non pensare a quello che si dice sulla Xylella fastidiosa.

I dati ufficiali ci dicono che la Xylella Fastidiosa che ha colpito gli ulivi nel Salento è la subspecie pauca ceppo CoDiRO. Questo tipo di batterio attacca anche il mandorlo, uno dei pochi alberi presente nella provincia di Lecce oltre all’ulivo. Ci dicono, altresì, che esso si moltiplica quando le temperature sono comprese tra i 25 e i 32 gradi mentre regredisce a temperature inferiori o superiori.

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Siamo nelle campagne di Seclì, un piccolo comune, ed ho potuto constatare come da metà gennaio e fino alla seconda decade di marzo la situazione è precipitata con il disseccamento che si è esteso a maccha d’olio, in maniera repentina. Eppure, qui, la temperatura media di gennaio è stata di soli 7 gradi, quella di febbraio di 10 gradi e quella di marzo di 12 gradi. Nel contempo ho osservato i mandorli, ed oggi, con grande sorpresa e gioia, sono di un colore verde brillante in un contesto difficilissimo, nonostante risultino , in genere, abbandonati e senza cure.

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Mi domando: come ha potuto il batterio proliferare a temperature molto al di sotto dei 25 gradi? E come è possibile che i mandorli sono stati risparmiati dalla Xylella?

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Evidentemente non è il batterio Xylella la causa principale del disseccamento degli ulivi, ci sarebbe qualcos’altro di determinante, qualcosa che non attacca i mandorli, la cui espansione veloce e a tappeto avviene in maggior misura nel periodo dell’anno con temperature medie comprese tra i 7 e i 12 gradi. Dall’ultima decade di marzo, infatti, all’aumento delle temperature al di sopra dei 12 gradi ha fatto seguito una diminuzione dell’azione patologica della malattia ed ora, ad aprile, la situazione appare visibilmente statica.

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