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Al Salone Del Mobile 2017 il luogo di lavoro del futuro

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salone mobile luogoi di lavoro
A Joyful Sense at Work

Nuove proposte per gli uffici da quattro importanti studi di architettura internazionali. Quattro idee  originali che declinano sinteticamente come soddisfare il benessere dell’uomo sul luogo di lavoro

Quest’anno il Salone del Mobile ha voluto  mettere in primo piano l’ambiente ufficio e interpretare le nuove tendenze che vedono  il luogo di lavoro in  grande evoluzione verso l’obbiettivo di rendere gli spazi lavorativi, in cui si passa gran parte della giornata, più adatti a soddisfare le esigenze di benessere  dell’uomo. Benessere che si può trasformare in felicità e di conseguenza in migliori performance lavorative. In poche parole un lavoratore felice sul luogo di lavoro rende di più.

“A Joyful Sense at Work”
luogo di lavoro
L’area della Concentrazione

Nel padiglione 24 esattamente al centro, A Joyful Sense at Work, un grande progetto-istallazione, curato dall’architetto Cristina Cutrona ha ridisegnato la progettazione del prodotto-ufficio e degli ambienti di lavoro mettendo al centro della scena l’uomo, le sue necessità vere, le sue emozioni, le sue esperienze. «Per definire come sarà questo ambiente dobbiamo chiederci che senso avrà, prima di immaginarne la forma» spiega Cristiana Cutrona. Il risultato?   Una istallazione distribuita su 1.600 mq dove al centro una sintesi della piazza è stata suddivisa in quattro aree: l’area della Concentrazione con spazi privati per il lavoro individuale, l’area della Condivisione per la socializzazione e la condivisione, l’area della Creatività per l’innovazione e l’immaginazione e un Tessuto Poroso ovvero uno spazio per le opportunità e lo scambio. Una scultura luminosa, sospesa in alto come un nastro di nuvole che delinea con leggerezza il soffitto, rappresenta la relazione uomo-tecnologia-spazio-tempo.

Gli autori

Gli sketch dell’allestimento generale di A Joyful Sense at Work sono stati realizzati da Consuline Architetti Associati (che ha curato anche  il lighting design.) Ai quattro angoli che corrispondono ai punti cardinali, altrettante postazioni – istallazioni, dove 4 importanti studi di architettura provenienti dai 4 angoli del mondo sono stati chiamati a interpretare A Joyful Sense at WorkL’ufficio esce dalla rappresentazione statica ed entra nell’era del palcoscenico, della creatività, dell’immaginazione», sintetizza Cristina Curtona.

Queste le disposizioni. Da sud lo studio italiano 5+1AA di Alfonso Femia e Gianluca Peluffo; da est Ahmadi Studio dell’architetto iraniano Arash Ahmadi;. da nord gli olandesi UnStudio e Scape guidati rispettivamente da Ben van Berkel e Jeff Povlo; da ovest lo studio americano con sede a San Francisco O+A fondato da Primo Orpilla e Verda Alexander.

Chronotopic System, progetto di 5+1AA (Italia)

Gli ambienti lavorativi  ormai necessitano di una spazio dinamico capace di trasformarsi in diverse forme in funzione del tempo e del luogo; quindi in un luogo vivo che si crea e si modifica in funzione dell’uso, delle esigenze e dei desideri di chi lo “abita”. Questo il tema “luogo di lavoro”, che gli architetti italiani hanno rappresentato con una serie di prototipi attivi  e mutevoli che si adattano a varie situazioni lavorative, per rendere sempre più accogliente e duttile  il luogo di lavoro.

Due gli elementi chiave: una meeting room trasparente a forma circolare che è una spazio fisicamente raccolto, ma visivamente in relazione allo spazio  circostante e la cellula video call, una sorta di cubo magico che modifica la sua forma alle esigenze del momento. L’interno è rivesto con  cartone ondulato fonoassorbente per migliorare l’acustica. Due lati del cubo sono apribili per eventuali condivisioni collettive e  i piani di lavoro sono adattabili in altezza.

Ham-Dasti, progetto di Ahmadi Studio (Iran)

luogo di lavoro
L’area “private”, un tradizionale salotto iraniano fatto di tappeti e cuscini

Ham-Dasti”, parola iraniana che indica complicità, vuole sottolineare i presupposti alla base del workplace del futuro in cui Dinamismo, Condivisione, Appartenenza e Confidenza creano un ambiente di lavoro in cui tutti possono sentirsi a proprio agio.
L’architetto Arash Ahmadi ha voluto affidare a questa parola, che letteralmente si traduce con “Mano nella Mano”, un messaggio di armonia, appartenenza e condivisione dello spazio lavorativo del futuro. «Ho preso ispirazione da due spazi icone della cultura iraniana, il giardino persiano luogo intimo e privato e il bazar, il primo è un luogo di relazione tra uomo e ambiente, il secondo è il luogo urbano simbolo del lavoro», spiega l’architetto.

Due forti fonti di energia si fondono insieme creando un vortice che ruota intorno a un albero e che proietta la sua energia tutto intorno a sé con lunghi bracci luminosi. Un collegamento verso l’esterno che funzione in entrambe le direzioni, quindi il fluire energetico è in continuo scambio.    L’allestimento dedicato al luogo di lavoro è  suddiviso in quattro microaree – welcoming, meeting, working e private. Scenografica l’area private, un tradizionale salotto iraniano fatto di tappeti e cuscini dove  ci si siede per terra  e la  parete dello sfondo è composta da sette differenti stoffe orientali che, attraverso la loro varietà, simboleggiano differenti culture e tradizioni. Interessante la proposta per la postazione lavorativa una semplice poltroncina con una tavoletta snodabile che sostituisce la tradizionale scrivania.

Reset, il progetto di UNstudio e Scape (Olanda)

Non è un segreto che a volte il lavoro può provocare stress e Reset, il progetto olandese, ha proposto  delle soluzioni che si sono tradotte in   una struttura modulare che dispone di sei metodi di riduzione dello stress causato dal luogo di lavoro scientificamente provati con approccio ludico e interattivo. Per l’installazione A Joyful Sense at Work sono stati realizzati due prototipi: il Sound pod e l’ Intimacy pod. Il primo si basa sui principi della terapia del suono, mentre il secondo è stato sviluppato intorno al senso di calma e relax.

Prima di vivere le due esperienze, i visitatori sono stati  dotati sia di un neuro-sensore EMOTIVInsight EEG che di un orologio cardio-frequenzimetro ECG. I sensori informano il pod che a sua volta adatta il suo ambiente fisico in base allo stato dell’utente; inoltre tramite l’utilizzo di uno speciale algoritmo, si genera il Reset Index, un feedback personalizzato che suggerisce i metodi di sollievo più appropriati per il visitatore.

The Water Cooler, progetto di O+A (Stati Uniti)

 I progettisti californiani sono partiti dall’acqua e dalla sua fluidità che le permette  di adattarsi  al suo contenitore e hanno applicato questo semplice concetto alla loro istallazione ispirata alla nuova concezione del luogo di lavoro. Come l’acqua cambia proprietà secondo la sua forma, il nuovo ufficio cambierà per soddisfare le esigenze dell’utente. Il nuovo lavoratore non starà fermo immobile nella sua postazione, ma si muoverà nella spazio lavorativo variando la sua postura a secondo delle proprie necessità. O+A ha immaginato  questa necessità in quattro “posture”, quattro modi di interagire con lo spazio e con il lavoro; a riposo, accovacciato, in piedi, in movimento. Ogni postura attiva una nuova prospettiva e facilita il lavoro e la creatività.

(Le foto sono di Carla Mondino)

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