
Il sole, l’arrivo della primavera e – finalmente – le temperature più elevate che hanno baciato l’Italia nelle ultime settimane hanno favorito il successo di Salvaiciclisti. La manifestazione – tenutasi lo scorso 28 aprile a Roma, più precisamente nella zona dei Fori Imperiali (una scelta assolutamente non casuale, poi spiegheremo il perché) – è occasione per portare la lente d’ingrandimento della questione su un interessante dibattito e su un’importante riflessione, verso un duplice, fondamentale risvolto.
Più biciclette, meno smog – Innanzitutto la scelta di prendere la propria bicicletta per gli spostamenti deve diventare direttamente proporzionale a quella di centellinare l’utilizzo dell’autovettura privata: Francesco Ferrante, senatore del Pd, afferma come «i centri urbani congestionati dal traffico e soffocati dallo smog possono essere sensibilmente migliorati incentivando una mobilità a due ruote, in alternativa o a completamento del trasporto pubblico». Inquinanti dell’atmosfera allo stato gassoso, polveri sottili e, più in generale, i gas di scarico, contribuiscono tantissimo al perpetuarsi di questo genere di problema; dietro, il più delle volte, vi è uno stile di vita ed una quotidianità cittadina “non ecosostenibili”. L’arrivo della bella stagione può diventare certamente un fattore chiave nella rivisitazione del proprio modus vivendi, raccogliendo un consenso maggiore nell’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici o “puliti” (le biciclette, appunto).
Sicurezza stradale – Correlato al primo punto vi è il secondo, vale a dire l’importanza della sicurezza stradale e l’educazione stradale, dei ciclisti come degli automobilisti in senso lato. Questa tematica ha avuto un risvolto drammatico nella storia recente capitolina: era il 2009, in ottobre, quando – proprio nella zona dei Fori Imperiali – veniva investita da un taxi Eva Bodhalova, che rientrava a casa in sella alla sua bicicletta. Con Salvaiciclisti si vuole dare un tributo alla memoria della donna prematuramente scomparsa, (analogamente a quanto è successo a Londra – clicca qui per leggere l’articolo “Salviamo i ciclisti”) ma allo stesso tempo portare a riflettere i cittadini, ma anche e soprattutto le amministrazioni comunali, i sindaci ed i propri staff istituzionali, perché possano rivedere i propri comuni con una prospettiva nuova, diversa, “ecosostenibile”. «Servono più isole pedonali, serve una moderazione della velocità in tutte le aree residenziali dove non esistono piste ciclabili, bisogna far rispettare le regole del codice della strada, cancellando definitivamente la sosta selvaggia e l’eccesso di velocità»: è questa la dichiarazione da Alberto Fiorillo, responsabile nazionale Aree Urbane di Legambiente, chiamato in causa sulla questione della sicurezza stradale.
A conti fatti non si sta chiedendo la Luna, ma solo delle politiche di intervento maggiormente mirate alla sicurezza stradale (anche quella pedonale) ed una educazione stradale che si possano tradurre in innalzamento della qualità della vita.




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