Ambient&Società
Anche la spesa è ecosostenibile

Ormai le buste della spesa in tessuto o biodegradabili sono una realtà accettata anche in Puglia. L’esperienza della Coop.

Secondo una direttiva europea, dovrebbero essere fuorilegge da un pezzo, ma per una “svista”, qui in Italia, ce le troveremo ancora tra i piedi per i prossimi 400 anni. Parliamo delle buste di plastica distribuite alle casse dei supermercati, le cosiddette shoppers con tanto di logo della catena o del negozio tal dei tali che peraltro, e anche questo tra mille polemiche, spesso e volentieri siamo anche costretti a pagare extra tra i 5 e i 10 centesimi cadauna.

<p>shopping con busta di plastica </p>

shopping con busta di plastica

Ma vediamo cosa è accaduto. Secondo il comma 1130 della , il 31 dicembre 2009 sarebbe dovuto essere l’ultimo giorno di vita dei famigerati sacchetti. Dal 1° gennaio 2010, in Italia, come nel resto d’Europa, sarebbe dovuto scattare quindi il divieto di produrli e commercializzarli, se realizzati con materiali non biodegradabili.

Tuttavia, la manovra del 2007 ha avuto il “piccolo” difetto di non contenere i decreti attuativi necessari sia per stabilire i modi della messa al bando dei sacchetti, sia per definire le sanzioni da comminare agli eventuali trasgressori. Insomma, la norma c’era ma, per poter essere attuata, doveva essere in qualche modo “completata”. Infine, per effetto del decreto legge Anticrisi, la messa al bando delle buste di plastica è stata rimandata di un anno, al 1 gennaio 2011!

Qualcuno, per la verità, si è attrezzato già da ora. Torino, per esempio, è stata la prima città in Italia ad aver deciso di disfarsene. A “macchia di leopardo”, fortunatamente, qualcosa è cambiato anche in altre città italiane. In Puglia, almeno per quanto riguarda la grande distribuzione -in particolare , , , e - è sempre più frequente trovare . Quanto meno, esaurite le scorte, non vengono più ordinati altri inquinanti sacchetti. La “più amica dell’ambiente “ sembra essere la Coop. Alle casse dei supermercati – a Bari come nel resto d’Italia- si possono trovare buste biodegradabili e borse in tela, più robuste e riutilizzabili,come spiega Francesca Fiorini, responsabile del Settore Customer e Ascolto della .

<p>busta biodegradabile coop</p>

busta biodegradabile coop

« Le borse di cotone e le buste riutilizzabili in polipropilene – dice – sono state inserite dal 1° gennaio 2010, nello stesso momento in cui abbiamo dismesso gli shopper in plastica e inserito gli shoppers biodegradabili. Siamo andati a regime in tutti i punti vendita di Coop con un anno di anticipo rispetto al termine di legge, cioè il 1° gennaio 2010 (ovvero come previsto dalla direttiva europea ndr)».

I nuovi sacchetti biodegradabili costano 0,10 € (piccoli) o 0,15 € (grandi).Ovviamente quelli non biodegradabili non esistono più in nessun punto vendita Coop. C’è da chiedersi quale è stata la risposta dei consumatori. Ebbene, fanno sapere alla Coop, a Bari, nel mese di gennaio 2010 ci sono stati alcuni reclami di consumatori per il prezzo dei nuovi shopper biodegradabili, più alto dei precedenti shopper di plastica; il numero è stato comunque limitatissimo rispetto al totale dei soci e consumatori di Coop Estense. Continua la dott.sa Fiorini: «Le borse di cotone e le buste riutilizzabili in polipropilene si stanno diffondendo. I consumatori stanno inoltre imparando ad organizzarsi nel momento in cui programmano la spesa. Gli shopper biodegradibili vengono perlopiù utilizzati nel caso di spese impreviste o più consistenti del programmato. Sempre più spesso i consumatori arrivano già attrezzati con proprie buste».

Insomma, sembra che una certa “coscienza ambientale” si stia diffondendo. Prossima tappa, portare i sacchetti biodegradabili anche nei piccoli negozi. E dove non arriverà la sensibilità ecologista, potranno le sanzioni salate, a partire dal 1° gennaio 2011 per chi produrrà o distribuirà sacchetti di plastica: da 25 a 500 euro. Siete pronti?

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