Ambient&Società
Maleducati? No, ambientalisti

Il risparmio dell’acqua passa anche attraverso un originale canale…

Mettiamola così: quando scappa non c’è verso, bisogna farla. E ora, udite udite, saremmo addirittura legittimati a farla all’aperto, per il nobile fine di salvare il pianeta. Arriva dall’Inghilterra una proposta su e che ha poco di indecente nonostante l’apparenza: urinare all’aperto (precisamente sulle balle di fieno) si può, anzi si deve. E per due ordini di motivi: secondo gli esperti inglesi dell’organizzazione ambientalista The National Trust l’, in particolare quella maschile ricca di azoto e potassio, facilita e velocizza il processo di compostaggio, che resta il miglior modo per smaltire rifiuti organici.

Giardinieri fanno pipì sulle balle di fieno

Giardinieri fanno sulle balle di fieno

Di più, è innegabile che fare pipì all’aperto fa risparmiare acqua, visto che si evita di andare in bagno e far scorrere quella del “wc”. shutterstock_16553479Dalla teoria alla pratica: nel parco di Wimpole Hall, nel Cambridgeshire, già da due mesi i giardinieri locali sono stati invitati a fare i loro bisogni sulla pee bale, una balla di fieno lunga tre metri (con tanto di video che illustra il curioso esperimento). A detta di Rosemary Hooper, uno dei giardinieri, fare pipì in giardino fertilizza il terreno, attivando il processo di produzione di un ottimo materiale organico. L’utilizzo della balla serve come acceleratore da aggiungere al resto del compost, considerato che nel parco sono oltre 400 gli acri di terreno sui quali utilizzare il fertilizzante. Per vedere comunque dei risultati concreti bisognerà aspettare la fine del 2010: secondo una stima degli esperti, i 10 dipendenti della riserva faranno pipì almeno 1.000 volte, raddoppiando il volume di compost e facendo risparmiare il 30% di acqua. Eccoci dunque al secondo valido motivo per fare pipì all’aria aperta: non fare il “bisognino” nel water comporta un considerevole risparmio di acqua. Come già da tempo afferma l’ong brasiliana Sos Mata Atlantica (www.sosmatatlantica.org.br) che ha anche lanciato una campagna, a riguardo, per salvaguardare in particolare la foresta atlantica del Brasile – se tutti i cittadini brasiliani facessero una volta al giorno pipì nella doccia, evitando quindi di tirare l’acqua del wc, risparmierebbero ciascuno 4.380 litri di acqua potabile all’anno.

E, senza andare tanto lontano, la campagna “Non c’è acqua da perdere”, promossa dalla Provincia di Bologna sin dal 2004, ricorda tra i suggerimenti risparmia-acqua la validità dell’uso di uno sciacquone a flusso differenziato, a fronte del consumo di circa 15 litri d’acqua a scarico del comune sciacquone.

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Basterebbe considerare che lo sciacquone di una toilette in un Paese occidentale impiega una quantità d’acqua equivalente a quella che, nei Paesi in via di sviluppo, una persona impiega mediamente per lavare, bere, pulire e cucinare nell’arco di un’intera giornata, per avere meno remore a…”lasciarsi andare” nel piatto della doccia di casa. Se poi siete tra i fortunati possessori di un giardino, l’invito è ad assecondare all’aria aperta il proprio bisogno fisiologico.

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