Sembra incredibile a dirlo così su due piedi, ma la tesi di David Owen, giornalista di The New Yorker, è proprio questa: le città sono più ecologiche della campagna. Proprio Manhattan viene proposta come modello di città sostenibile. Gli ambientalisti avversano questa tesi, ma Owen è chiaro in proposito: certo New York emette da sola l’1% dei gas serra prodotti negli Stati Uniti, ma dal momento che ospita il 2,7% della sua popolazione si può dire che il livello di emissioni sia relativamente basso. Stesso discorso per la benzina: l’82% dei newyorkesi con un lavoro dipendente si reca a lavoro a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici; la Grande Mela si presenta quindi come la città degli U.S.A. in cui il rapporto auto/residenti è più basso. Al contrario nel Vermont, celebre per il paesaggio e per l’economia per lo più agricola , i pochi abitanti (per popolazione questo Stato è 49^ tra gli stati dell’Unione) consumano non solo più acqua dei newyorkesi….ma anche il quadruplo dell’elettricità e il triplo della benzina!
Manhattan, così come Curithia in Brasile, deve questo suo successo proprio alla sua densità abitativa: gli spazi vitali così congestionati – quasi promiscui – fanno sì che i luoghi di abitazione siano spesso vicini a quelli di lavoro e svago, e questo a sua volta crea una situazione di efficienza che riduce gli sprechi.

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