Ultimamente abbiamo dedicato molta attenzione al problema dell’acqua, ma anche la terra coltivabile è una risorsa in via di esaurimento. Lo evidenzia bene il saggio di Franca Roiatti, che analizza questo nuovo fenomeno, definito «neocolonialismo», e che ha visto, tra il 2007 e il 2009, oltre 20 milioni di ettari essere oggetto di accordi tra governi e multinazionali. Il problema è quello delle risorse alimentari: secondo le stime della FAO (Food and Agriculture Organization) nel 2050 la terra sarà abitata da oltre 9 miliardi di persone, e per nutrirle tutte sarà necessario produrre almeno un miliardo di tonnellate di cereali in più. Accade allora che Stati che dispongono di risorse, ma non di sufficienti terre coltivabili, quali la Libia, la Cina e l’Arabia Saudita (e non solo questi!) o anche multinazionali e aziende private, acquistino o affittino terra dai Paesi in via di sviluppo. Inoltre, la disponibilità di terre fertili garantisce ai governi che le comprano non solo la sicurezza alimentare per i propri abitanti, ma offre alle industrie nuove ciance nel business dei biocarburanti. A farne le spese sono, ancora una volta, i piccoli contadini.
Il libro è un ritratto preciso della situazione internazionale, per capire chi sono i cacciatori di terra, dove e come agiscono e la posta in gioco, nel bene e nel male, di questo giro di affari.
Il nuovo colonialismo. caccia alle terre coltivabili
Franca Roiatti, Il nuovo colonialismo. Caccia alla terre coltivabili Università Bocconi, 2010, pagg. 179, € 15,00
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