Raccogliere rifiuti? Inutile. Meglio servire la corte dei miracoli civici

rifiuti
La polemica protesta di Giorgio Greco (foto Giorgio Greco)

Un tempo il grido d’allarme per l’invasione era “Mamma li Turchi!”. Oggi, camminando per le nostre strade, il vero dramma è uno solo: “Mamma li Lurdi!”. E se per tanto tempo ho raccolto rifiuti come volontario, ora mi sono fermato

 

Per tanto tempo ho raccolto rifiuti come volontario. Poi mi sono fermato. Mi è venuta la nausea. Non per la fatica fisica, ma per il peso psicologico di combattere contro un mostro invisibile. Per non impazzire tra fossi e sacchetti selvaggi, ho coniato e dato un nome a chi questo degrado lo crea, lo tollera o lo cavalca.

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Ecco la mia personale “Corte dei Miracoli Civici” (tutti i personaggi sono frutto della mia esperienza).

Chi governa davvero le nostre strade?

  • Gino Fantasmaforma (in arte “Fantasma Formaggino”): siede nei palazzi del potere (Comune, Provincia, Regione, Stato). Vive avvolto nel suo involucro lucido, morbido e protetto. Svolazza leggero tra delibere e burocrazia, totalmente distaccato dalla realtà. Governa il territorio senza mai toccarlo.
  • Ciemusor: il condottiero della massa. Il suo nome è un acronimo spietato: Cieco, Muto, Sordo. È il cittadino qualunque. Vede la discarica abusiva ma gira lo sguardo (Cie). Vede il vicino che lancia il rifiuto ma sta zitto per non avere grane (Mu). Sente gli appelli ma si tappa le orecchie (Sor). È il re dell’omertà quotidiana.
  • Tore Lancia: lancia sempre, di continuo, per riflesso incondizionato e probabilmente pure mentre dorme. Il suo è un perenne tiro al bersaglio dal finestrino dell’auto e non solo (immagine generata da AI)

    Aldamar il Lurdu: il comandante delle truppe d’assalto, colui che unisce l’Italia da Nord a Sud. Dal ferrarese aldamar (letamaio) e dal salentino lurdu (sporco). È il braccio armato dell’inciviltà: svuota cantine nei boschi, lancia lattine dal finestrino, trasforma i canali in discariche. Vive per colonizzare il mondo con il suo letame.

  • Tore Lancia: il fedele luogotenente di Aldamar il Lurdu, il braccio destro che presidia l’asfalto. Tore lancia sempre, di continuo, per riflesso incondizionato e probabilmente pure mentre dorme. Il suo è un perenne tiro al bersaglio dal finestrino dell’auto e non solo. Che sia un pacchetto di sigarette, una lattina, una cicca o il sacchetto dell’umido, calcola parabola e velocità per proiettare il rifiuto direttamente lungo i cigli stradali e nelle prossimità delle campagne. Tore vive con il terrore che l’immondizia sosti un secondo di troppo nell’abitacolo della sua vettura immacolata. Povero Tore… un cavaliere senza macchia sul sedile, ma con una scia di vergogna sul catrame.
  • I Guardastelle (devoti di San Lorenzo): i romantici dell’inciviltà. Quelli che la notte di San Lorenzo vanno sulle spiagge a guardare le stelle ed esprimere desideri. Peccato che, finita la poesia, lascino lì i resti dei bivacchi. Così, la mattina dopo, la luce di Santa Chiara fa un’impietosa chiarezza: il posto da sogno è diventato una stalla.
  • Aldamar il Lurdu (il letamaio sporco) è il braccio armato dell’inciviltà: svuota cantine nei boschi, lancia lattine dal finestrino, trasforma i canali in discariche 

    Eva Sione: la contessa delle finanze sporche, regina di chi evade la TARI. Vive con il principio che i servizi si usano, ma devono pagarli gli altri. Non avendo i mastelli per evitare i controlli, diventa la mente logistica dietro i sacchi neri abbandonati di notte nei fossi. Un parassita sociale perfetto.

  • Dino Pala (anagramma di paladino): il miracolato dell’ultimo minuto. Un dinosauro dell’indifferenza che improvvisamente si sveglia dal letargo e scopre un cumulo di rifiuti… dopo esserci passato accanto per una vita intera! Si erge a paladino della legalità armato della sua “pala” di finta indignazione. Ha un seguito enorme tra i Ciemusor, che si sentono con la coscienza pulita sia approvando a voce i suoi sfoghi fuori dai social, sia cliccando “condividi” nel mondo virtuale.
  • Anna Archìa: la regina della confusione, del disordine e del caos. Incarna la filosofia del “faccio come mi pare”, l’idea che la terra di tutti sia terra di nessuno. Banchetta sul disprezzo delle regole, legittima Aldamar e usa la nebbia di Dino Pala per proteggere il suo trono.
  • Grazia Demo: la regina legittima, rimasta senza trono. È la Democrazia, il decoro, il senso civico. Cacciata via dal caos di Anna Archìa, vaga esiliata e indebolita tra campagne ferite e strade vicinali sperando che il popolo si ricordi di lei.
  • Tore Ditta: l’ombra in agguato. È la Dittatura, l’autoritarismo che aspetta il momento buono. Sfrutta l’esasperazione della gente stufa del caos per prendersi il trono con il pugno di ferro. Promette ordine, ma in cambio si prende la libertà di tutti.

Ho smesso di raccogliere i loro rifiuti da terra, ma non smetterò di mettere queste identità di fronte allo specchio. Finché tolleriamo la loro corte, continueremo a essere soltanto loro sudditi.

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