Quanto costerà un litro di olio extravergine di oliva?

É iniziata la raccolta delle olive ma il prezzo dell’olio appare bloccato, in attesa di capire come sarà l’annata e quanto influiranno i mercati spagnoli e greci

 

Il prezzo dell’olio di oliva é variabile perché dipende dalla produzione di Spagna e Grecia, dove i prezzi si collocano al momento tra i 7.10 e 7.50 euro al kg e quelli italiani,  che indicano per Puglia, Calabria e Sicilia, una  banda di oscillazione 9-9,3 euro/kg. Prezzi che indicano una situazione di mercato in stand-by, con poco olio di qualità disponibile e con vistosi cali nei volumi di vendita. 

Quanto sta costando ora un litro di olio extravergine di oliva? Le variabili che determinano il prezzo.

Una raccolta anticipata e sotto la media

Una prima stima indica che i prezzi medi dell’olio extravergine d’oliva nel 2025 saranno compresi tra 8,40 e 9,70 €/kg, rimanendo così nella costante dell’attuale mercato.
Se si va a ricercare lo storico dei prezzi,  si vede  che nel 2021 il prezzo medio era di 4-5 €/kg, nel 2022 di 6-7 €/kg, nel 2023 di 8-9 €/kg e nel 2024 un prezzo medio di  9-11 €/kg .
Il prezzo di quest’anno è determinato dalle temperature elevate e dalla scarsità di piogge, seguite poi da abbondanti precipitazioni con un abbassamento delle temperature.

L’olio all’ingrosso viene venduto a peso e non a volume, ecco spiegato perché si parla di euro per chilogrammo ma per calcolare il prezzo al litro bisogna moltiplicare il prezzo al chilo per 0,916.  Ad esempio: nel 2025 il prezzo al litro dell’olio extravergine di oliva dovrebbe essere compreso euro 7,69 e  8,88.

Impossibile trovare l’olio extravergine di oliva a questi prezzi perché sono i prezzi “base”, poi occorre capire che tipo di olio scegliere:  un Olio extravergine di oliva Monocultivar come Leccino, Coratina, Geracese, Geracese Biologico, oppure Oli extravergine di oliva aromatizzati Piccante, Bergamotto, Limone, Aglio, Tartufo, Fungo porcino, Salvia, Zenzero e Timo, biologico, o ancora Olio extravergine di oliva delicato, prodotto da olive Celline e Ogliarola raccolte a invaiatura avanzata.

La scelta è vasta e, in pratica, tra i produttori di olii pugliesi, si va da una base di 7,50 ad un olio aromatizzato che ne costa 13, passando per un buon Leccino a 9 euro al litro.

Ora l’attenzione è rivolta all’inizio della campagna di raccolta delle olive e alle stime produttive, questi due dati influenzeranno le quotazioni delle olive, che non sono ancora ben definite.

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È importante considerare che il mercato dell’olio d’oliva è influenzato anche dalla domanda globale di olio e sappiamo che la Spagna, essendo il maggior produttore mondiale, alla fine ne influenza significativamente il prezzo. Anche per le quotazioni dell’olio é un po’ come giocare in borsa. Gli operatori aspettano di comprendere i primi dati consolidati delle rese per avere contezza della prossima produzione spagnola di olio di oliva, dal momento che in Spagna la campagna risulta in ritardo per le piogge registrate la settimana scorsa.
Poi ci sono le politiche commerciali dei grandi gruppi d’acquisto, per non parlare di quelle comunitarie e internazionali, oltre che le fluttuazioni valutarie.
Elementi questi che possono causare variazioni anche improvvise nei prezzi dell’olio extravergine d’oliva italiano.

Oliveti in Puglia

Per fare un litro di olio ci vogliono circa 5-7 kg di olive. In annate tranquille e produttive non sarebbe un problema ma, di questi “tempi magri”, si contano le olive una per una per evitare di perderne.

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La quantità di olive utilizzate può variare in modo sensibile in quanto è legata ad alcuni fattori non trascurabili come l’epoca di raccolta delle olive (per esempio se si vuole ottenere un olio extravergine di qualità bisogna raccogliere le olive nella fase di invaiatura, questo comporterà però un maggior numero di kg di olive al fine di ottenere un litro di olio), il tipo di cultivar (varietà diverse di olive danno rese diverse), l’area di coltivazione e l’andamento climatico.
Un litro di olio extravergine se fatto con gli accorgimenti dovuti ha un costo di produzione all’origine che può variare drasticamente. 

I fattori principali che entrano in gioco quando si deve calcolare il prezzo dell’olio di oliva sono l’area geografica di coltivazione (nord, centro o sud Italia,), gli interventi sulla coltivazione (potatura, trattamenti, concimazione ecc.), i metodi di raccolta (brucatura manuale, con agevolatori o meccanizzata) e relativo costo del personale impiegato, la posizione lotto/i dei terreni coltivati (parametro da non sottovalutare specialmente in zone dove il terreno raggiunge o supera anche il 45% di pendenza oppure non facilmente accessibile il che si ripercuote sensibilmente sulla raccolta, lo stoccaggio e il trasporto dei frutti), il trasporto delle olive (dalla zona di raccolta al frantoio), la molitura (incidenza legata alla tecnologia di estrazione e qualità del servizio offerto dall oleificio), lo stoccaggio e conservazione del prodotto (esempio, la conservazione dell’olio in contenitori di acciaio sotto corrente di azoto e a temperatura costante, per mantenere inalterate le caratteristiche organolettiche, incide sul costo finale).

Il prezzo dell’olio di oliva non è uguale in tutta Italia: le differenze tra Nord, Sud e Centro

Stilare un prezzo che sia uguale per tutte le zone d’Italia vocate alla produzione dell’olio extravergine non è assolutamente pensabile perché la resa in olio dell’oliva è un parametro abbastanza variabile. L’extra vergine ottenuto dalla spremitura del frutto, grazie alla massima cura osservata in tutte le fasi di lavorazione, è pertanto un prodotto per sua natura “costoso”.

In questa prima fase di raccolta di olive, iniziata comunque in anticipo, se ne stanno raccogliendo poche, di qualità ancora meno. Spesso per riempire una cisterna (300 quintali) gli acquirenti devono effettuare da quattro a sei carichi da 30 o 50 quintali.

Sempre in questo primo periodo può stupire il calo del prezzo di alcune DOP olearie del nord Italia che registrano cali dal 3 al 6% per DOP Riviera Ligure e DOP Garda, mentre in controtendenza abbiamo la crescita del DOP Brisighella arrivato a quotare 25 euro/kg. 

In realtà il calo delle quotazioni dell’olio gardesano e ligure risente della scarsa disponibilità di olio di qualità alla vigilia della nuova campagna olearia, o a campagna olearia appena iniziata. La produzione al Nord Italia c’è ma è in ritardo rispetto a quella del Sud e, non appena partirà la vera e propria campagna olearia, i prezzi manterranno comunque un alto valore.

Se si volesse tracciare una mappa di prezzi dell’olio extravergine prodotto in Italia, si potrebbe partire dalle cinque regioni del Nord ( Lombardia, Trentino-Alto Adige, Liguria, Veneto e Emilia-Romagna) che vantano una discreta produzione di olio d’oliva, anche se l’area destinata alla coltivazione delle olive è di gran lunga inferiore a quella del centro e del sud. La Liguria è la regione che può vantare la maggiore produzione.

Oliveti sul lago di Garda

Ottime produzioni a livello qualitativo si concentrano anche sulle rive del Lago di Garda e degli altri laghi lombardi. In queste regioni l’olivicoltura si basa principalmente su piante di olivo pressoché giovani e di piccola-media altura. In questa area del paese la produzione di olio è nettamente inferiore rispetto al resto della penisola pertanto il prezzo è superiore.
Il prezzo medio di un litro di olio extravergine di qualità prodotto nell’Italia Settentrionale è di circa 10 – 14 euro. Sugli scaffali dei negozi si possono riscontrare prezzi che oscillano tra 12 e i 16 euro al litro, con punte di 40 euro.

Per le regioni del Centro Italia occorre dire che non  esiste zona nelle regioni centrali del nostro paese (Toscana,  Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo e Sardegna) che non abbia una coltivazione olivicola. Le maggiori produzioni si evidenziano nel Lazio, Abruzzo e Toscana. É una coltivazione vocata al raggiungimento di un prodotto di eccellenza e sono in molti che prediligono ancora la raccolta manuale (pettini, bastoni ecc.) delle olive. Di conseguenza il prezzo medio di un litro di olio extravergine di qualità prodotto nell’Italia centrale è di circa 8 – 13 euro. Sugli scaffali dei negozi si possono riscontrare prezzi che oscillano tra 10 e i 14 euro al litro, anche in queste regioni si possono riscontrare prezzi con punte che arrivano a superare anche i 30 euro.

Nelle regioni meridionali (Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) si produce quasi il 90% di tutto l’olio di oliva prodotto in Italia. Il prezzo medio di un litro di olio extravergine di qualità prodotto nell’Italia meridionale è di circa 5.5 – 9 euro. Sugli scaffali dei negozi si possono riscontrare prezzi che oscillano tra 7.5 e i 12 euro al litro, si possono riscontrare prezzi con punte che si aggirano intorno i 15 – 20 euro.

In attesa di capire quale sarà l’ultima quotazione dell’olio extravergine di oliva, non si deve dimenticare quanto sia un elemento importantissimo presente sulle nostre tavole, definito “oro giallo” per le eccezionali qualità, un prezioso alleato della nostra salute. Da qualche tempo sta attraversando un periodo particolare di vita a causa di alcune malattie che lo stanno indebolendo, abbassando la resa e, inevitabilmente, alzando il suo prezzo.
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Un oro per molti ma che, purtroppo, non tutti possono permettersi ora.

 

 

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