
La Confindustria di Bari e BAT ha lanciato la fortunata iniziativa “Viaggio nell’Impresa. Sulle tracce delle eccellenze di Bari e BAT”, volta a individuare e promuovere le aziende più “virtuose”, presenti sul territorio pugliese. Giorni fa si è svolta la seconda tappa di questo percorso, presso le Cantine Carpentiere, in agro coratino e a pochi chilometri da Castel del Monte. l’azienda è ritenuta Impresa d’eccellenza, sia per i prodotti sia per il pregio del luogo in cui sono site. All’incontro, moderato dal Presidente di Confindustria Bari-BAT Michele Vinci, erano presenti l’Assessore Provinciale Francesco Caputo, il Sindaco di Barletta Nicola Maffei, il Consigliere del Comune di Bari Filippo Melchiorre, il Responsabile del settore Agroalimentare dell’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari Dott. Giancarlo Mimiola, il Preside della Facoltà di Agraria Prof. Savino e il giornalista Lino Patruno. L’azienda sorge in seno al Parco Nazionale dell’Alta Murgia, su una tenuta di 80 ettari, in cui, perdendosi in un labirinto di candidi muretti a secco, querce centenarie e rigogliosi vigneti, è possibile imbattersi in una rarissima bellezza naturalistica, tipica del nostro territorio e dell’area murgiana, cioè un maestoso jazzo di età federiciana. Lo jazzo occupa una delle pagine più interessanti della nostra architettura rurale ed è un plesso, solitamente composto di archi e recinti, anticamente destinato all’allevamento stanziale e transumante delle pecore, nonché perno economico della vita contadina dell’epoca. Quello delle Cantine Carpentiere assume rilevanza perché è il più grande dell’area, è rimasto perfettamente conservato ed ha rappresentato uno snodo strategico per le greggi che si spostavano, in transumanza, dal Salento all’Abruzzo e viceversa.
Inoltre esso, per la fortunata posizione in cui è sito, risulta destinatario di una duplice protezione normativa: una derivante dal fatto che si trova all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia e quindi viene trattato come elemento naturalistico, parte del Parco stesso: dunque per esso vige il combinato disposto della legge L. Quadro sulle Aree Protette, del T.U. Paesaggio e della L. Reg. n. 19/97 istitutiva della Aree Protette in Puglia, già applicabile al Parco; l’altra consistente in una legge ad hoc, dedicata alla tutela e alla valorizzazione dell’architettura rurale, cioè la L. n. 378/2003. In questa fantastica cornice, l’azienda opera nel rispetto dell’ambiente, contemperando la tradizione del paesaggio rurale circostante con la tecnologia dell’impianto vinicolo. Rappresenta così un esempio vincente di come si possano realizzare prodotti qualitativamente egregi, senza nuocere all’ambiente, al paesaggio e, in generale, alla natura. I vigneti, infatti, vengono coltivati secondo il tradizionale metodo a spalliera, a 450 mt sul livello del mare, su terreni calcarei e secondo i canoni dell’agricoltura biologica, rigorosamente certificata. Questa iniziativa di Confindustria Bari-BAT contribuisce, così, a svelare un volto, troppo spesso nascosto, del Sud e della Puglia in particolare, la quale dimostra di saper coniugare eccellenza d’impresa, ricerca e innovazione con la valorizzazione del territorio e il rispetto e tutela dell’ambiente, diffondendo un’immagine positiva e propositiva nel resto d’Italia e all’estero, catalizzando l’interesse di turisti e investitori.
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