L’ambiente entra di diritto nella nuova politica turistica della regione ed è uno degli asset fondamentali sul quale puntare, insieme alla cultura e l’enogastronomia. Questa nuova fase è stata inaugurata con la nascita dell’Agenzia “Puglia Promozione” ed il percorso intrapreso dal nascente Distretto regionale del Turismo. L’obiettivo è presentare la Puglia come una vera destinazione turistica, attraverso una pianificazione della strategia integrata di promozione tra pubblico e privato orientata verso la domanda ed un percorso di sviluppo equilibrato, sostenibile e conveniente.
«Il turismo che vogliamo e scegliamo di promuovere – spiega Giancarlo Piccirillo, direttore di Puglia Promozione – è sostenibile dal punto di vista economico, sociale, culturale e soprattutto ambientale. Proponiamo la Puglia come una destinazione, un luogo autentico legato ad un ambiente ancora poco antropizzato ed assolutamente mediterraneo. Ci stiamo organizzando ed attrezzando per affrontare la sfida della promozione sui mercati internazionali con una strategia di marketing innovativo che abbandona gli schemi classici della promozione generalista per prediligere un’altra coordinata ed organizzata in una visione di più lungo respiro». Secondo Vittorio Andidero, presidente della sezione turismo di Confindustria Puglia e membro del Comitato promotore del Distretto, «la Regione si è preparata con un grosso progetto legislativo di riforma della governance, a cui sta affiancando tutte le nuove visioni, come per esempio il Distretto del turismo,legate a quelle più consolidate della promozione.
Il Distretto è il tentativo tra le imprese di fare sistema tra le imprese e rapportarlo con la Regione Puglia in modo innovativo. E’ una formula di aggregazione che dobbiamo sperimentare». I punti di forza sono la segmentazione del prodotto turistico necessaria per potersi inserire sui mercati in maniera più profilata, la formazione e l’innovazione. In questa visione l’ambiente ha un ruolo fondamentale. «E’ una componente – ha sottolineato Andidero – su cui si deve basare la qualità e l’efficienza turistica del territorio e la sua tutela deve essere organizzata, per esempio, attraverso i regolamenti sulle aree protette; bisogneebbe permettere a questi enti di porsi in un’ottica di cooperazione pubblico-privato e diventare attrattori turistici». E’ possibile, per esempio, puntare sulle “nicchie” di turismo vocazionale legate all’attività all’aperto oppure al prodotto unico “natura e benessere” legato al turismo costiero, che ha sempre rappresentato il successo della Puglia.
La strada da percorrere, insomma, è la collaborazione tra pubblico e privato. Saranno attivati, a tal proposito, vari strumenti per realizzare modalità partecipate di programmazione bottom up capaci di coinvolgere operatori, enti, istituzioni e turisti per migliorare la qualità dell’offerta turistica della Puglia. In questa visione s’inseriscono gli strumenti di marketing relazionale rappresentati soprattutto da piattaforme on line ed una rete di pubbliche relazioni a livello internazionale. «La politica regionale in questi anni – conclude Piccirillo – ha puntato su una strategia di sviluppo fondata sull’eco-sostenibilità mentre il compito degli imprenditori ed enti locali a questo punto è interpretarla e renderla operativa».




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