Agro-alimentare, la qualità prima di tutto

Il programma di sviluppo del Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico-Salentino e delle potenzialità del territorio può contare su circa 200 strutture tra aziende, università, centri di ricerca, associazioni  diffuse tra Brindisi, Lecce e Taranto

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Un confronto con il mondo universitario e della ricerca è fondamentale per permettere all’ d’immettere sul mercato un prodotto di qualità. N’è convinto il , un’aggregazione distrettuale che raggruppa 167 imprese più enti, università, centri di ricerca e associazioni. Riguarda le province di Taranto, Lecce e Brindisi ed è il risultato della fusione di tre proposte: il Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico-Salentino (91 imprese), il Distretto Agroalimentare di Qualità Colline Jonico-Tarantine (38 imprese), il Distretto Produttivo “Sistema Salento (38 imprese). Il territorio di riferimento è quello delle province di Taranto, Brindisi e Lecce.

, imprenditore vitivinicolo, presidente delDistretto Agroalimentare di Qualità Jonico-Salentino

«Il territorio – ha spiegato il presidente, Alessandro Candido – è abbastanza vasto perché comprende tre province ed altrettante camere di commercio. Gli imprenditori sono validi e con un grande spirito rivolto verso l’estero». Secondo Candido, bisogna, in primo luogo, mettere le aziende nelle condizioni di poter lavorare e confrontarsi con altri enti rappresentati dall’Università ed il Centro nazionale di ricerche (Cnr). Occorre, in secondo luogo, fare passi in avanti e proiettarsi verso il futuro con investimenti di processo e prodotto. E’ necessario, quindi, coinvolgere le aziende più importanti in questo modo da mettere in piedi un nocciolo duro in grado di trainare il resto delle aziende.

Al centro del programma di sviluppo vi è il miglioramento della competitività e dell’efficienza del comparto agricolo ed agro-alimentare mediante l’ammodernamento e la razionalizzazione, la promozione della ricerca e dell’innovazione, il sostegno ai processi di internazionalizzazione, la formazione e la realizzazione di una Governance di distretto attraverso nuove relazioni fra gli attori dello sviluppo. Tra gli obiettivi più interessanti del programma, l’arricchimento della logica del distretto con la valorizzazione delle risorse culturali e dell’offerta agrituristica ed enogastronomia esistente sul territorio.

Con un incremento delle esportazioni (nei primi nove mesi del 2010) del 38,8% per i prodotti dell’agricoltura e del 22,6% per i prodotti alimentari, la Puglia, infatti, è una delle regioni dove il settore agro-alimentare è più fiorente, forte anche di un numero di imprese che supera le 94 mila unità ed offre opportunità lavorative ad oltre 132 mila addetti. «Il riconoscimento definitivo – ha detto la Vice Presidente e Assessore allo Sviluppo economico, – rafforzerà la competitività del settore agro-alimentare pugliese attraverso l’incremento delle politiche di marchio. È la qualità, infatti, a rappresentare il valore aggiunto dei prodotti pugliesi sui mercati esteri e i marchi ne sono l’espressione. Con il riconoscimento di queste due aggregazioni abbiamo salvaguardato inoltre la tipicità dei territori e dei loro prodotti invitando tuttavia i distretti a cooperare nella progettazione delle loro attività».

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