Progetti di ambiente
Il Salento e i suoi porti turistici

Una situazione a macchia di leopardo rende difficile programmare uno sviluppo “in rete” dei porti turistici salentini a tempi brevi. L’opinione del presidente di Assonautica Carlo Taurino

Il destinato a diventare territorio per il turista diportista. Può sembrare irreale ma invece è proprio così, se non fosse per il ritardo in cui si trova ancora oggi il territorio. Numerosi sono infatti i progetti che si riferiscono alla realizzazione di diversi su entrambe le coste salentine. Due , a e , almeno 4 approdi a Santa Cesarea, Santa Maria di Leuca, San Cataldo e Porto Cesareo. Insomma porti turistici che, se messi in rete, non faranno altro che sviluppare quel turismo che oggi ancora il Salento attende.

otranto porto

Porto turistico di Otranto (LE)

 

<p>Il presidente di Assonautica Carlo Taurino</p>

Il presidente di

Turismo via mare, dunque, che potrebbe portare anche l’arrivo delle navi da crociera che oggi non hanno la possibilità di attraccare. Ecco dunque che entrano in gioco i pivot come quelli che dovrebbero sorgere sulle due perle dello Jonio e dell’Adriatico: «I pivot – spiega Carlo Taurino, presidente di Assonautica – sono quei porti dotati di infrastrutture a terra, come il carenaggio, l’alesaggio, o di strutture ricettive che permettono al turista di fermarsi in porto ed avere a disposizione tutto quello che serve per il soggiorno» e la manutenzione della barca. Ma od oggi, purtroppo, spiega Taurino «siamo ancora all’anno zero. Perché non c’è ancora una programmazione che punti alla riconversione del territorio». Una riconversione, ne è convinto il presidente, che deve andare nella direzione del turismo, visto che ci troviamo in un territorio che per vocazione ha natura turistica. E mentre Otranto «ha già recepito nel , (Piano regolatore generale, ndr) il suo porto – spiega Taurino – Gallipoli è ancora in alto mare».

Nella perla dello Jonio, infatti, esiste già un porto ad oggi mercantile che dev’essere trasformato in turistico per poi avviare la realizzazione della nuova struttura. Tempi ciclopici visto che a Gallipoli il porto non è ancora stato inserito nel Pug. «Oggi dunque il Salento – continua Taurino con rammarico – ha la possibilità di vedere realizzato un porto turistico solo a Otranto il cui progetto ha già superato il parere della Conferenza dei Servizi e del vincolo paesaggistico».

veduta notturna del porto di Gallipoli

veduta notturna del porto di Gallipoli

Otranto, Porta d’Oriente, diventerebbe, se già non lo fosse, una città turistica per 365 giorni all’anno: 480 sono i posti barca che dovrebbero sorgere, mentre con la riqualificazione interna del porto già esistente si dovrebbero recuperare altri 300 posti per imbarcazioni non superiori ai 12 metri. Un vero e proprio , come si dice in gergo, che dovrebbe completarsi con le infrastrutture a terra.

La situazione degli altri approdi, invece, non sembra essere rosea;  «per San Cataldo – continua Taurino – è tutto in mano al comune di Lecce, per Santa Maria di Leuca pare che il progetto non sia mai decollato, mentre per Porto Cesareo la realizzazione del porto è legata alla questione dell’» della fascia costiera del territorio di Nardò e Porto Cesareo.

«Assonautica – conclude il presidente -  si spenderà nei prossimi anni per la realizzazione dei porti turistici, risorsa indispensabile per la conversione la turismo dell’intero territorio e saremo presenti presso tutte le amministrazioni perché adottino tutti quelli strumenti necessari per far decollare il territorio rivierasco».

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