Trentanove metri quadrati, organizzati come una minisuite con vista a 360° sul panorama scelto dal più esigente “nomade metropolitano”, montabile in due giorni e smontabile in ventiquattro ore per essere trasportato ovunque.
È il loft cube di Werner Aisslinger, che combina la vita mobile in un ambiente esclusivo: uno scrigno dal design futuristico (6,25 per 6,25 metri e un’altezza di 2,50 metri), che ospita al suo interno spazi totalmente personalizzabili, con superfici trasparenti e traslucide che dividono le zone giorno, notte, bagno e cucina in base ai gusti e alle esigenze.
E proprio la “cucina a isola” è uno degli ambienti che meglio riesce a integrarsi con il loft cube. A progettarlo, gli architetti del Bulthaup: un elemento centrale in cui i pannelli sottili esprimono elegantemente la chiara affermazione estetica e la flessibilità, fornendo la soluzione ideale anche all’interno di spazi insoliti.
“Per questo progetto innovativo e architettonicamente impegnativo – spiega Werner Aisslinger- stavamo cercando un prodotto che fosse disposto a tastare un nuovo terreno fino ad ora inesplorato. Ho voluto – prosegue – che anche i mobili fossero percepiti come ‘soluzioni per comunicare’ ed è proprio perseguendo questo obiettivo che specialisti di prodotto e architetti bulthaup si sono impegnati per sviluppare una soluzione che offrisse la massima praticità, senza compromettere la base di design da cui si era partiti”.
Design di qualità, preservando la comodità. Perché all’interno di LofCube, nonostante i requisiti minimi in termini di spazio disponibile, sono offerte innumerevoli funzioni anche ai cuochi più esigenti, con fornelli professionali a gas o elettrici e lavastoviglie, integrati nella cucina a isola. Inoltre, è presente anche un elemento dedicato ai rifiuti e uno spazio di archiviazione accessori e posate studiato nei minimi dettagli, così come il mobile bar ricavato sul retro del bancone. “Ogni progetto cucina – spiega Barbara Manganaro, country manager di bulthaup Italia – viene studiato nei minimi dettagli per garantire un ambiente unico, che soddisfi pienamente ogni singola esigenza e che sia ineguagliabile dal punto di vista qualitativo”. La scommessa e l’imperativo dell’azienda sono quelli riguardanti la volontà di rispondere ai cambiamenti sociali in atto. “Pur rimanendo fedeli alle nostre radici, che affondano nella tradizione del Bauhaus e nel modernismo– sottolinea la Manganaro – portiamo avanti il principio ‘form follows function’, che è evoluto nel corso tempo.
La funzione per bulthaup non ha alcun valore in sé, mentre è decisivo è l’uomo, al quale la funzione deve essere asservita. Ma – conclude – i suoi bisogni e i suoi desideri si modificano e con loro cambiano anche le situazioni di vita e così la cucina diventa non più solo personalizzabile, ma anche adattiva, poiché deve saper rispondere alle aspettative di chi la utilizza”. Anche in uno spazio ridotto.





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