Un giardino nella metropoli

Singapore si appresta ad ospitare un grandioso giardino che unisce flora di tutto il mondo, innovazioni tecnologiche ed ecosostenibilità

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A passeggio per un viale di

L’Estremo Oriente – non è una novità – è ormai da anni terra di progresso e innovazione, terra di lavoro, ricerca ed evoluzione a una velocità doppia e anche tripla rispetto alle grandi (ed ex grandi) nazioni di quello che a scuola si suol definire “Primo Mondo”. La piccola ma ricchissima Repubblica di Singapore non fa eccezione, tant’è vero che è arrivata ad essere il quarto polo finanziario più importante del mondo, una vera e propria metropoli di cinque milioni di abitanti: non c’è da stupirsi, pertanto, se anche nel campo delle energie rinnovabili, dell’ambiente e della natura arrivi ad occupare un posto in prima linea nello scenario mondiale.

Il 20 dicembre dello scorso anno il sito rinnovabili.it apre così un articolo dedicato proprio allo Stato asiatico: «Osservando lo skyline di Singapore, in direzione di Marina South, la nostra vista viene immediatamente catturata da alcuni altissimi elementi che, anche a distanza, ricordano dei giganteschi alberi tropicali». Ebbene, quello è Gardens by the Bay. Si tratta di un formidabile progetto partorito anni addietro, avviato nel 2006 da un team costituito dagli ingegneri dell’Atelier 10, dai progettisti del Wilkinson Eyre e dai paesaggisti di Grant Associates, inaugurato il 29 giugno scorso. Come facilmente intuibile dallo stesso nome, Gardens by the Bay è un grande, immenso – occupa 101 ettari di terreno, pari a circa 16.500 metri quadrati – suddiviso in due grandi : la “Flower Dome”, che riproduce le condizioni climatiche della macchia mediterranea e delle zone tropicali; la “Cloud Forest”, che invece ripropone la vegetazione tipica della giungla; attorno a queste, i cosiddetti “”, pilastri alti tra i 25 ed i 50 metri – rivestiti da piante rampicanti, fiori e pannelli fotovoltaici – su cui poggiano sia le grandi vetrate che fanno da soffitto e che permettono al sole di penetrare nelle stesse serre, sia dei teloni mobili adibiti a creare quelle zone di ombreggiamento che alcuni generi di piante richiedono.

Schema energetico

Natura, tecnologia, A completare questo quadro magnificamente dipinto va sottolineato il massiccio utilizzo di materiali ecosostenibili e di recupero, oltre a due sistemi che riciclano i fumi (per la produzione di energia elettrica) e le ceneri (come fertilizzanti) della combustione, un impianto di climatizzazione, serbatoi per la raccolta dell’acqua piovana all’interno dei “Supertree” – poi riutilizzata per l’irrigazione delle piante – a testimonianza di come lo spreco sia letteralmente bandito da questa costruzione. Se in passato il progresso tecnologico ha osteggiato la salvaguardia ambientale, “Gardens by the Bay” è un chiaro esempio di come si cerchi di risarcire il mondo e la natura, riportando questa ad un felice connubio col nuovo che avanza, senza tuttavia rinunciare al concetto di bellezza architettonica. Vedere per credere.

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