Un salone sempre verde

Dal 17 al 22 aprile, oltre 2.700 espositori e 332mila visitatori alla 51esima edizione dei Saloni di Milano, che confermano la propria traiettoria verso il green-concept

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A guardar bene restano più di tendenza carta da zucchero e tortora, superati melanzana e limone. Ma non c’è confronto, anche il verde, ha sempre il suo fascino. Il è un sempreverde, neanche a dirlo. E anche il mondo del design e dell’arredamento che si è dato appuntamento ai Saloni di Milano per la , appena conclusa, non poteva non accorgersene. Tanto da dedicare appunto al tema un’apposita campagna stampa online, affidata al , per raccontare in tempo reale le novità della Fiera quanto ad ecoefficienza e sostenibilità, grazie alla redazione di LifeGate, alle videointerviste di Giorgio Tartaro (volto di Leonardo TV) e ad un pianificato presidio dei social media.

In Fiera la strada di molte aziende, affaticate da un anno pesante, è stata sicuramente quella di contrarre i costi: soluzioni d’arredo maggiormente adattabili a tutte le tasche hanno varcato i cancelli di stands – molti dei quali custoditi tra orti verticali o immersi in selve come per Arketipo -  purtroppo in non pochi casi, non presentando nulla (o poco) di nuovo rispetto agli scorsi anni. Tra le eccezioni che, ribadito il proprio vademecum ambientale, ha spinto l’acceleratore in termini di novità, tra soluzioni “monolocali” con tanto di studio-letto-scarpiera e modelli free-standing svincolati dalle pareti (certo grazie ai fornelli ad induzione che liberano dall’allaccio del gas ma aumentano il dispendio elettrico) e il ritorno dell’ecocompatta di Paolo Rizzatto, ora con nuove finiture in legno o specchio, attenta a consumi energetici e ricircolo delle acque, con superfici trattate agli ioni d’argento ad azione antibatterica e imballaggi totalmente riciclabili.

Di certo se nel settore dell’arredo sempre più si respira aria di “pulito” – tra materiali naturali e riciclati, barrique recuperati (vd. San Patrignano) e – dove le energie pulite giocano la loro vera parte è nei padiglioni degli elettrodomestici, (tra le altre) parola di Panasonic che in esterna porta il suo sistema Photosynthesis, ispirato appunto alla fotosintesi clorofilliana. L’FTK 2012 chiaramente dimostra che ogni spreco energetico è bandito, salvi i risparmi e l’ambiente per una casa intelligente e funzionale. Nonché gioiosa, ad esempio, con le idee di cartone della piccola Kubedesign, scatolificio osimano convertito con successo ai complementi d’arredo.

Ma a sbizzarrirsi, come sempre, sono il Salone Satelitte e il Fuori Salone, con le loro proposte innovative, divertenti, eco-chic. Dalla Decafè, realizzata come dice il nome, con fondi di caffè, dello spagnolo Raul Laurì; alle estrose composizioni scarto-rigenerate di Alla’s (al secolo la giovane Elena Salmistraro), presente alla collettiva del Temporary Museum for New Design allo Studiopiù, tra tavoli costruiti da lamiere incidentate (Ale Jardao) e pallet da trasporto trasformati in arredi (Dennis by Bureau Detours). Il tutto accarezzato, non potevano mancare, da momenti di confronto come il Forum di costruttori, ambientalisti, architetti “RI.U.SO, Casa e Città per disegnare un futuro possibile”.

 

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