Un progetto che altrove ha già preso corpo (come già riportato nell’articolo al link www.ambienteambienti.com/2010/06/11/giardini-verticali-nuovo-trend-in-architettura/), ora è in procinto di concretizzarsi anche in Italia, più precisamente nel quartiere Isola di Milano, per merito del Boeri Studio (dal nome del suo fondatore, Stefano Boeri) e riguarda due “torri” (due palazzi molto alti) site nel quartiere. Ma di cosa si tratta? L’idea è, attraverso un felice connubio tra Madre Natura e lo sviluppo antropologico, quella di rigenerare l’ambiente e la biodiversità urbana evitando, però, l’espansione della città nel territorio; un’esigenza che nasce dal fatto che il 40% circa degli edifici con oltre 12 piani realizzati negli ultimi anni sono stati progettati con scarsa attenzione al tema del risparmio energetico e, quindi, alla possibilità di contribuire ad un generale miglioramento ambientale.
Addentrandoci “virtualmente” in uno di questi palazzi, andiamo a cogliere maggiori dettagli del progetto: saranno piantate 50 specie vegetali differenti, contenute in vasche di dimensioni proporzionali alle esigenze delle piante stesse e distribuite nei vari piani a seconda delle esposizioni e situazioni microclimatiche; gli appartamenti sono completamente vetrati e circondati da terrazze perimetrate da arbusti e alberi alti sino a 9 metri, diventando vere e proprie estensioni dell’appartamento nella natura.

I vantaggi di una tale innovazione “natural-edilizia” sono presto detti: essa costituisce un microclima, produce umidità e ossigeno, assorbendo di contro CO2 e polveri sottili, protegge dall’irraggiamento in estate e lascia passare la luce in inverno, mitiga l’inquinamento acustico; a tutto ciò va aggiunto l’utilizzo di energia solare, eolica e geotermica, grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici e pale eoliche sui parapetti di ciascuna torre, per sottolineare anche l’autosufficienza delle stesse.
Si tratta, perciò, di un ulteriore e significativo passo in avanti nella prospettiva ambientale, che contribuisce al benessere dei cittadini, favorendo la ricolonizzazione animale della città (se si pensa agli insetti nei tetti verdi e agli uccelli che nidificano nelle pareti verticali) e definendo una sorta di nuova tipologia urbana, che muta nell’arco dell’anno al ritmo dell’alternarsi delle stagioni.
L’augurio è che non sia, parlando del Bel Paese, un intervento isolato e destinato ad essere ricordato per la sua eccezionalità, ma diventi punto di inizio, di riferimento e di ulteriore svolta per altri grandi centri abitati.




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