Il “bello” del fotovoltaico

Ricerca ed estetica al servizio dell’ambiente Continua a leggere

Possono coesistere nell’ambito del e ?La domanda non è affatto una provocazione ed apre uno scenario interessante, seppur complesso: si tratta di rilanciare e ribadire l’importanza dell’utilizzo e sfruttamento delle (il fotovoltaico, appunto), salvaguardando l’estetica di edifici e costruzioni in genere.

<p>Impianto fotovoltaico in un'azienda zootecnica 246,52 kWp del tipo integrato</p>
Impianto fotovoltaico in un'azienda zootecnica 246,52 kWp del tipo integrato
<p> Il progetto "Sole delle Marche" prevede di installare nella regione 5mila pannelli fotovoltaici</p>
istallazione di pannelli fotovoltaici integrati

L’industria e la ricerca stanno cercando sempre migliori soluzioni in ottica integrativa tra le due cose, poiché non va dimenticato che l’installazione dei offre indubbi vantaggi; su tutti la possibilità di produrre energia localmente – in quantità corrispondente al singolo fabbisogno – garantendo comunque affidabilità, ridotte esigenze di manutenzione, mancata occupazione del suolo, una riduzione complessiva dei costi (gli impianti fotovoltaici integrati beneficiano di tariffe estremamente vantaggiose previste dal , il programma europeo di incentivazione nella produzione di elettricità da fonte solare mediante pannelli fotovoltaici) e, non ultimo, anche la possibilità di limitare gli effetti sull’ambiente.

Occorre, a questo punto, dare anche un tocco più “artistico” ai medesimi impianti, lavorando sulla , sul colore e la , sulla tipologia di cella e di silicio e sul materiale incapsulante e di cornice; senza, naturalmente, andare a discapito dei requisiti prestazionali che li caratterizzano, come la resistenza agli o l’isolamento termico e acustico, solo per citarne alcuni.

<p>Parkhaus a Zwolle in Olanda, parcheggio con fotovoltaico integrato, progetto del 2003</p>
Parkhaus a Zwolle in Olanda, parcheggio con , progetto del 2003

E se l’integrazione “architettura-fotovoltaico” può avere più facile realizzazione per quelle soluzioni definite “totalmente integrate”, scelte e adottate, cioè, sin dalla fase di progettazione, per edifici di nuova costruzione o per grandi interventi di ristrutturazione, ancora maggiori difficoltà si incontrano se si guarda a quelle soluzioni definite “parzialmente integrate”, dove l’inserimento del fotovoltaico avviene su una struttura già esistente; se tali costruzioni non presentano superfici disponibili ad accogliere i moduli fotovoltaici correttamente orientati, diventa concreta la possibilità di non sfruttare al massimo le potenzialità di cui i pannelli dispongono.

Proprio per questo le ricerche scientifiche si stanno orientando anche e soprattutto verso un’ottica di flessibilità, andando al di là del posizionamento standard dei pannelli (che alla nostra latitudine è orientato verso Sud ad un’inclinazione di circa 30 gradi, al fine di ottenere il massimo irraggiamento solare).

Dove prevedere, infine, l’integrazione dei FV con risultati esteticamente ed energicamente validi? Nelle coperture di tetti opachi o semitrasparenti, le facciate delle costruzioni, i sistemi di ombreggiamento o i . Il nuovo ospedale Meyer a Firenze, il Science and Technology Park di Gelsenkirchen, il Kindergarten a Francoforte e il Mont-Cenis Akademie di Herne sono alcuni esempi del felice connubio quantitativo-qualitativo di arte e energia elettrica.

Vedere per credere.

l'interno dell'ospedale Meyer a Firenze
l'interno dell'ospedale Meyer a Firenze
Questa voce è stata pubblicata in Ambienti da progettare e taggata come , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi ai segnalibri il permalink.

Post correlati:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>