Primo meeting “Pescatori artigianali nelle Aree marine protette”

La piccola pesca che si svolge in tante piccole esperienze per la prima volta si mette “in rete”. L’occasione è il primo meeting “Mediterraneo – Pescatori artigianali nelle Aree marine protette” organizzato dal Progetto Medpan Nord, Parco Port Cros, Riserva di Torre Guaceto, Wwf e Federparchi.

Sono già in atto e in piena sintonia con la  sostenibilità, in tal senso, le soluzioni contro la crisi della pesca nelle aree marine protette del Mediterraneo: nella Riserva di Torre Guaceto, ad esempio, si è triplicata la pesca sfruttando gli “interessi” del capitale di pesca protetto dall’area pugliese; a Port Cros, la prima area marina protetta creata nel Mediterraneo nel lontano 1963, si sperimenta con successo da anni la pescaturismo ed a Cap d’Adge gestori del parco e pescatori hanno avviato progetti di recupero della fauna ittica, creando un primo stoccaggio di molluschi in maniera da sfruttare al meglio le opportunità del mercato e promosso mostre per il pubblico.

I pescatori artigianali, però, rischiano di scomparire dato che il Mediterraneo è attraversato da grandi imbarcazioni per la pesca industriale. C’è molta pesca illegale ed una diffusissima pesca cosiddetta sportiva svolta dai privati completamente fuori controllo, spesso attrezzata con tecnologie sofisticate. Le ricette di sostenibilità, dunque, rischiano di fallire. Per questo il Meeting ha lanciato un messaggio molto chiaro: dare una mano ad una forma di pesca che negli anni ha dimostrato di poter andare a braccetto con la gestione di aree protette.

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