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Piano Lupo, tutto rinviato: “Studiamo alternative”

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Rinviato per “studiare possibili alternative”. Il Piano Lupo viene rimandato a fine febbraio. Esultano le associazioni animaliste

Rinviato per “studiare possibili alternative”. Il Piano Lupo , per ora, non si farà: a Roma era all’ordine del giorno della Conferenza Stato – Regioni, ma il ministero dell’Ambiente non ha opposto alcuna obiezione al rinvio. Se ne riparla a fine febbraio. Ed è una prima vittoria per le associazioni animaliste che – appoggiate dalle Regioni -, hanno ottenuto uno slittamento della discussione sulle misure di abbattimento per la specie protetta dei lupi.

piano lupo
In questa immagine un lupo nel territorio del Parco dell’Alta Murgia (Foto Ente Parco Nazionale Alta Murgia. Tutti i diritti riservati)

Il punto più contestato – che ha unito le proteste di amministratori locali e ambientalisti – è quello relativo alla possibilità di prevedere l’abbattimento controllato dei lupi fino al 5% della popolazione complessiva censita. Una norma che, seppur come ultima ipotesi, riaprirebbe di fatto la caccia al lupo che nel nostro Paese è chiusa dal 1971. «Ho chiesto, a nome delle Regioni, il rinvio del piano per la conservazione e gestione del lupo. Ringrazio il ministro Gian Luca Galletti per aver accettato. Ora è necessario correggere», ha spiegato il numero uno delle Regioni, Stefano Bonaccini, dopo l’incontro col Governo.

Per il Piano Lupo mobilitate le associazioni

Esultano le associazioni Lav, Lac, Lipu, Lndc, Enpa e Animalisti Italiani – che esprimono “grande soddisfazione” per il rinvio –, con il WWF che elogia anche la protesta, a cominciare dal presidio dei volontari dell’associazione: «La decisione di rinviare come richiesto dalla nostra associazione e da tante migliaia di cittadini italiani che si sono mobilitati sui social network – evidenzia Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia – sono un primo importante segnale». (leggi anche qui )

Parco dell’Alta Murgia: un progetto sui lupi

Una decisione che incide anche sul Parco dell’Alta Murgia: «Per come era scritto, era un provvedimento sostanzialmente inapplicabile, soprattutto nelle aree protette come la nostra», commenta Fabio Modesti, direttore del Parco. «La vicenda dell’abbattimento dei lupi – evidenzia – è stata gonfiata a dismisura, in maniera improvvida: una situazione che si verifica quando, come accade spesso in questo Paese, si decide seguendo la pancia e non il cervello». Il piano, però, contiene anche misure significative, conferma Modesti, nonostante ci sia una punta di rammarico: «Non si tiene conto, e di questo siamo dispiaciuti, che sei parchi nazionali tra cui quello dell’Alta Murgia – sottolinea – abbiano predisposto un progetto di sistema sui lupi con risultati importanti. Il nostro progetto è stato apprezzato e rifinanziato dal ministero, eppure non viene neppure citato». Ci sarà ancora qualche settimana per rivedere il piano e correre ai ripari: «Si può migliorare, ma penso che non ci siano condizioni ed evidenze scientifiche che autorizzino ad avviare i prelievi, anche se solo sul 5 per cento, nel territorio nazionale».

 

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