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Petruzzelli: “Con il porta a porta Bari migliore”

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intervista sul porta a porta
L'assessore all'Ambiente del Comune di Bari, Pietro Petruzzelli

Intervista all’assessore all’Ambiente del Comune di Bari, a poche settimane dall’avvio della raccolta porta a porta nei quartieri a nord della città

Forse ci siamo per davvero. Dopo oltre un anno di ritardo sulle previsioni e un “sacco” di annunci finiti nella “discarica” della retorica politica, l’avvio nel capoluogo regionale del nuovo sistema di raccolta differenziata porta a porta dovrebbe essere prossimo. Con l’auspicio che tale tentativo non sia fallimentare come quello sperimentato anni fa a Japigia, dai primi di maggio, infatti, le oltre 45mila utenze dei quartieri più a nord della città – Palese, S. Spirito, Fesca, S. Cataldo e S. Girolamo – saranno raggiunte da quella che, per Bari, potrebbe essere una vera e propria “rivoluzione etica-ecologica”.

porta a porta Bari
Il porta a porta coinvolgerà inizialmente oltre 45mila utenze dei quartieri più a nord della città (Palese, S. Spirito, Fesca, S. Cataldo e S. Girolamo)
Come nasce una gestione virtuosa

Il successo della raccolta differenziata porta a porta, del resto, non si misura, come testimoniano le diffuse best practice già esistenti in Italia o l’ampia letteratura in materia, unicamente e principalmente dall’incremento in percentuale della materia differenziata raccolta e riciclata o dalla riduzione pro-capite di rifiuti indifferenziati, ma anche e soprattutto dall’efficacia e raffinatezza del modello organizzativo ideato e realizzato.

Il soggetto attuatore

Un sistema, strutturato su una chiara visione strategica e fondato su un permanente processo divulgativo rivolto alla cittadinanza ed orientato a cambiarne le consuetudini, che, per quanto co-progettato dal Conai, a Bari – nonostante gli scarsi risultati raggiunti negli anni – sarà gestito dall’Amiu. Da una municipalizzata, il cui contratto di servizio è stato recentemente aggiornato, che costerà ai baresi oltre 70 milioni di euro l’anno. Proprio per la volontà di vincere la sfida della gestione virtuosa dei rifiuti, in più occasioni, il Comune, a cominciare dal Sindaco Antonio Decaro (che da presidente Anci ha nominato come delegato alla materia dei rifiuti Ivan Stomeo, sindaco di una Melpignano “riciclona” e green), ha assicurato il massimo impegno anche nelle necessarie attività di controllo.

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Per fare il punto della situazione, pertanto, sul processo innovativo che, entro il 2018, coinvolgerà tutta la città, abbiamo rivolto alcune domande al principale sostenitore di questa “rivoluzione copernicana”: l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli.

Gli  “ecofacilitatori”

Assessore, a conferma dell’importanza prioritaria di una divulgazione chiara e comprensibile, avete siglato un’intesa con l’Università per formare, tra gli studenti che saranno selezionati, 65 “eco-facilitatori” che aiuteranno i primi cittadini coinvolti a migrare dal sistema odierno al porta a porta. Come lavoreranno questi giovani?

«Gli universitari stanno per diventare i protagonisti di un cambiamento epocale delle abitudini dei baresi. Saranno 65, in questa fase di startup, i ragazzi, opportunamente istruiti dal Conai, che saranno impegnati nella campagna di informazione: è un numero adeguato alla grandezza del territorio coinvolto. È nostra intenzione, tuttavia, formare, attraverso questo bando, una graduatoria da cui attingere anche in futuro.

Questi “ecofacilitatori” accompagneranno gli operatori dell’Amiu entrando nelle case dei cittadini per raccontare loro, con un accurato materiale descrittivo, come cambieranno le modalità di raccolta dei rifiuti. Saranno presenti, inoltre, anche durante i momenti di sensibilizzazione che verranno organizzati nelle piazze. Gli universitari dovranno, infine, compilare un report delle attività, distribuire ai cittadini e aiutarli a compilare un questionario finalizzato a valutare la loro percezione e le loro abitudini in materia di raccolta differenziata e redigere un elaborato sui risultati raggiunti».

Come funzionerà la raccolta

Fermo restando che la raccolta comincerà dai territori più a nord di Bari, quando e con quali modalità si avvierà il nuovo servizio di raccolta differenziata porta a porta ideato insieme al Conai? Quali obiettivi vi aspettate e secondo quale cronoprogramma il processo sarà esteso a tutta la città?

«Nelle prossime settimane cambieremo, finalmente, il sistema di raccolta dei rifiuti partendo dai quartieri a nord della città – Palese, S. Spirito, Fesca, S. Cataldo e S. Girolamo – con l’obiettivo di rimuovere totalmente i cassonetti e di passare al sistema di raccolta porta a porta. Questo è solo il primo passaggio, avendo l’ambizione di coprire in tempi brevi tutta la città: S. Paolo e Stanic da un lato e Carbonara-Ceglie-Loseto dovrebbero essere, infatti, raggiunte entro la fine del 2017 dal nuovo sistema di raccolta, mentre puntiamo a chiudere la corona esterna, prima di coinvolgere i quartieri centrali e i restanti, entro il 2018.

intervista sul porta a porta
Petruzzelli: «Lanceremo un appello ai nostri colleghi amministratori perché esercitino maggiori controlli e sensibilizzino i propri cittadini per evitare che a bari arrivino i rifiuti dei paesi vicini»

I cittadini riceveranno due bidoncini marroni per gli avanzi della cucina, un bidone blu per la carta, uno nero per la parte indifferenziata, uno verde per il vetro, una confezione da 52 buste gialle trasparenti da 100 litri ciascuna per la plastica. La carta e la plastica si potranno conferire una volta alla settimana, il vetro una volta ogni due settimane, l’organico tre volte, l’indifferenziato due volte, quattro volte i pannolini e i pannoloni».

I rifiuti dalle gambe lunghe

Più volte, negli ultimi mesi, lei ha denunciato il fenomeno della migrazione dei rifiuti che giungerebbero dai Comuni contermini nei quali il porta a porta è già a regime. Come affronterete questa criticità?

«Abbiamo scelto di partire da questi quartieri periferici non solo perché quelli a nord, per una loro minore densità abitativa e per i maggiori spazi condominiali, hanno una più alta vocazione al porta a porta e in cui dovrebbe essere più facile cambiare il sistema di raccolta, con buoni risultati sin da subito, ma anche, ed è la vera ragione, proprio per provare a mitigare il fenomeno, assai fastidioso, della migrazione dei rifiuti.

Nel 2016 abbiamo raccolto 5000 tonnellate in più di rifiuti differenziati. Per il principio dei vasi comunicanti, quindi, avremmo dovuto avere una riduzione di rifiuti indifferenziati, ma questo in città non è avvenuto: è plausibile, infatti, che chi vive in quei Comuni dove il servizio è già a regime, ma lavora a Bari, depositi i propri rifiuti nei cassonetti della nostra città. Fermeremo questa brutta abitudine e lanceremo un appello ai nostri colleghi amministratori perché esercitino maggiori controlli e sensibilizzino i propri cittadini per evitare questi fenomeni».

(1- Continua. La seconda parte dell’intervista all’assessore all’Ambiente del Comune di Bari Pietro Petruzzelli verrà pubblicata domani)

 

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